Cronaca. Siracusa, operazione “Caporalato a Cassibile”: denunciate tre persone

SIRACUSA. La Guardia di Finanza di Siracusa, su delega della locale Procura della Repubblica ha notificato un provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, nei confronti di tre soggetti, coinvolti a vario titolo in una attività di illecito sfruttamento del lavoro, meglio conosciuto come fenomeno del caporalato. I reati contestati ai tre indagati riguardano il decorso anno 2017, quando alcuni extracomunitari, abitanti della zona di Cassibile conosciuta come “Case Sudan”, stanchi dello sfruttamento quotidiano da parte di titolari di aziende agricole siracusane, si presentavano spontaneamente a denunciare i fatti agli uffici della Guardia di Finanza di Siracusa. Le indagini, coordinate dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano, e dirette dal sostituto procuratore Tommaso Pagano, delegate alla Compagnia di Siracusa, permettevano di individuare una fitta rete di rapporti tra un cittadino extracomunitario, che reclutava manodopera allo scopo di destinarla al lavoro di terzi in condizioni di sfruttamento, e due titolari di un’azienda agricola operante nel territorio di Cassibile, Avola e Siracusa, che utilizzavano la manodopera, reclutata dal caporale, sottoponendola a condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno. L’attività investigativa, eseguita anche mediante indagini tecniche, permetteva di riscontrare che i lavoratori extracomunitari impiegati, oltre a essere retribuiti in modo inadeguato rispetto alla quantità di lavoro prestato, molto spesso non risultavano ingaggiati. Le ispezioni effettuate all’azienda, inoltre, si concludevano con la contestazione della violazione di molteplici norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Basti pensare che i lavoratori si trovavano a prestare la propria opera in luoghi insalubri, sporchi e senza i dispositivi di protezione individuale.

https://i2.wp.com/www.sicilians.it/wp-content/uploads/2018/05/caporalato1_siracusa_gdf_sicilians.jpg?resize=1024%2C770&ssl=1 1024w, https://i2.wp.com/www.sicilians.it/wp-content/uploads/2018/05/caporalato1_siracusa_gdf_sicilians.jpg?w=1956&ssl=1 1956w, https://i2.wp.com/www.sicilians.it/wp-content/uploads/2018/05/caporalato1_siracusa_gdf_sicilians.jpg?w=1600&ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> La particolarità, tuttavia, riguarda i metodi di sorveglianza utilizzati: oltre al caporale, che svolgeva funzioni di sentinella nei campi, i titolari dell’azienda avevano installato un sistema di videocamere abusivo nei magazzini per controllare l’operato dei lavoratori. L’attività investigativa, conclusasi con la comunicazione della notizia di reato a carico di Sebastiano Andolina, Giuseppe Andolina e Mohamed Ghazal il “caporale”, per il reato di cui all’articolo 603 bis del c.p., nella nuova ed aggiornata formulazione, permetteva all’Autorità Giudiziaria inquirente di avanzare richiesta di misure cautelari reali a carico dei responsabili. Nel luglio del 2017, il Giudice per le Indagini Preliminari di Siracusa, Andrea Migneco, emetteva, con decreto, la misura della sottoposizione a controllo giudiziario dell’azienda, mediante la nomina di un amministratore giudiziario, per non interrompere l’attività produttiva. E’ questa la volontà del legislatore che mira a eliminare le condizioni che avevano determinato lo sfruttamento dei lavoratori ma non a compromettere l’occupazione e il valore economico del complesso aziendale. L’attività della Guardia di Finanza, nell’ambito del ruolo di Polizia economico – finanziaria, con le indagini eseguite, oltre a tutelare le imprese che rispettano le regole, si pone a tutela della salute e del sicurezza dei lavoratori, spesso sottoposti a condizioni di sfruttamento a causa del loro stato di bisogno; adempie, inoltre, alle esigenze di assicurare la tutela della legalità e della sicurezza nei rapporti di lavoro nel settore agricolo e per il miglioramento delle condizioni di vita igienico-sanitarie dei migranti così come richiesto, per lo specifico fenomeno, nei vari Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica dal Prefetto di Siracusa, Giuseppe Castaldo, che aveva evidenziato la necessità di porre in campo azioni di prevenzione rispetto alla formazione di ghetti, promuovendo il massimo coinvolgimento degli attori istituzionali.

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