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Cronaca. Siracusa, lotta all’abusivismo commerciale: fermate 10 persone del Bangladesh

SIRACUSA. Nell’ambito dei dispositivi di controllo economico del territorio a tutela dell’economia legale, ulteriormente intensificati nel periodo estivo nelle aree maggiormente frequentate da turisti, la Guardia di Finanza di Siracusa ha effettuato un importante intervento che ha consentito la mancata immissione in commercio di prodotti non sicuri da parte di soggetti privi di qualsivoglia autorizzazione a effettuare il commercio ambulante. Nello specifico, nella giornata di intervento denominata Action Day e dedicata alla lotta alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, coordinata tra le varie Forze di Polizia dal prefetto di Siracusa Giuseppe Castaldo, le Fiamme Gialle della Compagnia di Augusta e della Tenenza di Noto, in linea con le previsioni ministeriali hanno predisposto un mirato piano di intervento volto a presidiare, nei pressi delle principali zone balneari di competenza le maggiori arterie stradali che potessero fungere da punto di transito e arrivo dei venditori abusivi.

In questo contesto stamane i finanzieri sono riusciti a intercettare e fermare tre furgoni con all’interno 10 soggetti originari del Bangladesh intenti a dirigersi nelle principali spiagge della costa aretusea per vendere svariate tipologie di prodotti in assenza di autorizzazione nonché di documentazione afferente la tutela del consumatore a corredo della merce stessa. Le successive attività di riconoscimento e rendicontazione dell’intera merce ha consentito di rinvenire e sequestrare 3.124 pezzi che variano dai prodotti di bigiotteria ai giochi. Sono state elevate sanzioni pecuniarie per oltre 3.000 euro e sono stati segnalati ai sindaci dei comuni di Augusta e di Noto i 10 soggetti fermati per i quali sarà richiesta l’emissione di un DASPO. L’odierna attività di servizio costituisce un’ulteriore testimonianza del costante presidio svolto dalla Guardia di Finanza a contrasto delle attività illecite e abusive che foraggiano e sostentano le consorterie criminali falsando, al contempo, il buon andamento dell’economia legale.