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Cronaca. Ricostruzione Ponte di Calderà a Barcellona PG: ammessa in white list la Cogemar

Un’informativa della Prefettura di Messina aveva di fatto escluso una delle ditte che compongono l’Ati (associazione temporanea d’impresa) che si è aggiudicata l’appalto per la realizzazione del ponte a Calderà, bloccando la procedura di sottoscrizione del contratto per l’esecuzione dei lavori. La ditta interessata dal provvedimento, la Co.ge.mar Srl, non aveva ottenuto l’iscrizione alla white list, l’elento dove sono riportate le imprese che operano con le pubbliche amministrazioni non soggette ad infiltrazioni mafiose. Nelle ultime ore, secondo le info raccolte in esclusiva dal nostro giornale, la ditta è stata nuovamente riabilitata e addirittura iscritta nella White list. Una decisione che rimette prepotentemente in corsa la ditta del legale rappresentante Carmelo Marchetta, che aveva comunicato nelle settimane scorse la sua rinuncia alla sottoscrizione del contratto,  eprimendo però al contempo la volontà di continuare a far parte dell’Ati se la misura interdittiva fosse stata revocata. Cosa che è avvenuta nelle ultime ore. Nella fase della sospensiva, con l’aggiudicazione della gara già avvenuta, il comune barcellonese non ha adottato amministrativamente nessun provvedimento (Né di revoca dell’aggiudicazione definitiva; né della presa d’atto della nuova composizione societaria ndr)
La pronuncia della Prefettura chiude così la vicenda restituendo piena legittimazione alla società – e alla sua proprietà – che potrà così tornare a lavorare nella ricostruzione del ponte di Calderà insieme  all’impresa la Preva Spa e la Coinsot Sr. Spetta adesso al comune di Barcellona Pozzo di Gotto, prendere atto della nuova situazione venutasi a creare, così da permettere finalmente l’avvio dei lavori sul tanto discusso ponte di Calderà.

 

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.