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Messina, sospesi quattro dipendenti di Poste Italiane accusati di interruzione di pubblico servizio e truffa aggravata

MESSINA. Posta al macero invece che ai legittimi destinatari.  Ma non è sempre colpa dei disservizi di Poste Italiane. Qualche volta la posta a Messina non arriva per una precisa scelta dei responsabili del centro postale primario di distribuzione di via Olimpia. In quattro sono stati sospesi per quattro mesi perché ritenuti responsabili dei reati di interruzione di pubblico servizio e truffa aggravata.

La Squadra Mobile ha iniziato le sue indagini nel 2016, sequestrando parte della corrispondenza da destinare al macero o da restituire al mittente, nonostante i destinatari risultassero normalmente rintracciabili all’indirizzo indicato.

Gli indagati omettevano volontariamente il recapito, giustificandosi, mediante la compilazione del modello 24B, con la non rintracciabilità dei destinatari. Ma dalla compilazione della corrispondenza si desumeva che in realtà era consentita l’esatta individuazione dei destinatari e la regolare consegna della posta.

L’obiettivo era quello di procurare a sé stessi un ingiusto profitto – consistente nell’indebito conseguimento di premi economici di produzione e di incentivazione operativa – in virtù del solo apparente “smaltimento” della corrispondenza che, invece, non veniva recapitata ma destinata al macero.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.