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Cronaca. Messina, molestava la figlia di 9 anni della compagna: 26enne condannato a 3 anni e un mese

MESSINA. Averla vista crescere non lo ha fermato E così, in più occasioni, un giovane di 26 anni ha molestato la figlia della compagna, una bimba di appena 9 anni, approfittando dell’assenza (in un caso solo di pochi minuti) della madre della vittima. Ieri la condanna del Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Messina Carmine De Rose a 3 anni, un mese e 10 giorni e al pagamento delle spese processuali, in quanto l’imputato, reo confesso, aveva scelto il rito abbreviato. Il giovane è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni. Prevista anche l’interdizione perpetua dalle scuole di ogni ordine e grado e da ogni servizio, ufficio o istituzione pubblici o privati frequentati prevalentemente da minori. Una volta scontata la pena, il 26enne non potrà svolgere mansioni che lo portino a contato con i minori per un anno. Disposto anche il risarcimento danni, da liquidarsi in sede civile.

A fare l’atroce scoperta la mamma della bambina (difese dall’avvocato Francesca Giuffrè) che una sera dell’anno scorso, dopo essersi assentata pochi minuti dalla stanza nella quale stava guardando la televisione con la figlia e il compagno, ha visto strani movimenti di quest’ultimo all’altezza delle parti intime della piccola, sotto una coperta che copriva sia lui che la figlia.  Alle domande incalzanti della donna l’orco ha risposto negando con veemenza, ma un colloquio chiarificatore con la bambina, che il giorno dopo in lacrime le ha raccontato ogni cosa, le ha svelato tutto l’orrore del quale la piccola era stata vittima. Subito dopo l’arresto il 26enne era stato condotto in carcere come misura di custodia cautelare.

 

 

 

 

 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.