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Crocetta, i rinfreschi ignorati e le buone maniere

Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta

Il rinfresco che il presidente Crocetta non ha mai consumato preferendo un ristorante intimo come Solosofia dove si è pasciuto senza mettersi troppa fretta di pesto rosso e pescespada (che mediamente viaggia sui 40 euro al chilo) è costato al Comune di Messina 572 euro Iva inclusa.

Oltre ovviamente all’orgoglio mortalmente ferito di un’intera città e di un sindaco garbato e notoriamente pacifista, che invece di lasciarlo fuori da Palazzo Zanca dove lo ha aspettato per 8 ore, lo ha accolto con grandi dimostrazioni di affetto.

Da protocollo, se il presidente della Regione ti viene a trovare con la propria Giunta e ti dà appuntamento per le 11.30, il minimo che si possa fare è fargli trovare un mini lunch.

E così l’Ufficio di Gabinetto si è attivato e ha affidato alla società che gestisce il bar di Palazzo Zanca, la Buda Antonino srl, il servizio.

Per poco meno di 600 euro, sono stati preparati, come risporta la determina dirigenziale “aperitivi, rustici mignon (in realtà nell’offerta sono definiti micro), tartine farcite (perché? si è mai vista una tartina che non lo fosse?), pasta fredda, paste di mandorla vari gusti, croccantini, cannolini, vino, acqua e coca cola e un cameriere per il servizio”.

Posto che i pochi fortunati ammessi al rinfresco riferiscono che le porzioni della pasta erano talmente esigue da entrare in un piattino

da frutta (un tentativo neanche troppo velato di mettere a dieta Crocetta?) e che, come peraltro si può constare dall’offerta presentata, i frequentatori dei locali dove si servono gli aperitivi rinforzati sostengono che 13 euro sono un po’ troppi per un rinfresco non particolarmente ricco, il problema è un altro.

Il moralizzatore Crocetta, quello che fa del taglio agli sprechi (escluso il proprio emolumento, s’intende, superiore a quello del presidente degli Stati Uniti Obama) si è soffermato a riflettere sul fatto che quando si va in visita da qualcuno è normale che chi ospita predisponga un minimo di rinfresco e che lo stesso è pagato a spese delle case pubbliche?

E che la sua scortesia è costata molto di più dei 572 euro pagati dal Comune di Messina, visto che probabilmente sarà la Regione Sicilia a saldare il conto del ristorante dove con il proprio esecutivo è andato a riposare le stanche membra, mentre il sindaco Renato Accorinti e la sua Giunta lo aspettavano invano a Palazzo Zanca?

Quindi, giusto per chiudere subito la bocca agli attenti censori dei presunti sprechi attuali, assai distratti in passato, il vero problema in questo caso non è tanto il costo del buffet (ricordiamo un paio di anni fa un pranzo in un ristorante in occasione di un’inaugurazione costato al Comune 2 mila euro per 40 persone), ché in passato abbiamo visto ben altro, ma la cortesia dovuta a chi ci ospita e il rispetto delle casse pubbliche.

Anche di quelle di Messina, che paziente aspetta la pioggia di milioni che Crocetta promette da oltre un anno e che non ha ancora bagnato quest’assetata città.