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Croce smantella anche i CAG, i sindacati: “scelte scellerate”

Il commissario straordinario Luigi Croce

Ormai si è alle barricate tra i sindacati ed il commissario straordinario Croce. Dopo la notizia della chiusura di casa Serena, con conseguente perdita di 100 posti di lavoro e un incremento della spesa pubblica visto che gli anziani dovranno essere trasferiti in strutture private, adesso la mannaia di Croce potrebbe abbattersi sui Centri di Aggregazione Giovanile.

La notizia non è ancora stata confermata ufficialmente,. ma i sindacati già mettono le mani avanti. Non solo per la tutela dei centri stessi, dove moltissimi ragazzi che vivono situaizoni difficili hamnno un punto di riferimento, ma anche per la salvaguardia dei posti di lavoro, visto che gli operatori appartengono alle cooperative sociali.

“Dopo l’annuncio della chiusura di Casa Serena -scrivono i segretari generali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil Clara Crocè, calogero Emanuele e Pippo Calapai- ancora una volta apprendiamo  dalla lettura dei giornali  che il commissario  Croce ha assunto la decisione di chiudere gli otto CAG  operanti nel territorio della città di Messina.

Se anche questa notizia dovesse essere confermata, i sindacati reagiranno in maniera forte .

Prima gli anziani, adesso  la scure di Croce  si abbatte sui  ragazzi, sui bambini . Questa presa di posizione di Croce ci sorprende proprio perché, come ex Procuratore della Repubblica, dovrebbe essere a conoscenza dell’importanza e della delicatezza del servizio e delle  funzione che svolgono gli operatori presso i Centri di Aggregazione Giovanile.

Infatti, i CAG svolgono una importante funzione di carattere preventivo e riparativo della  devianza giovanile  e sono di supporto alle famiglie disagiate.

Giovani utenti -continuano i segretari delle Funzioni Pubbliche- che per scelte scellerate non potranno usufruire  del sostegno scolastico, dei laboratori creativi e sportivi e, soprattutto, subiranno la mancanza dell’assistenza psicologica, morale e sociale.

E poi, anche qui, ci si dimentica della forza lavoro impegnata che assieme all’utenza sarebbe messa in mezzo alla strada. Operatori responsabili e qualificati che vivono di questo stipendio sia pur basso, facendo ricorso anche a risorse proprie  pur di aiutare questi bambini. Veramente inaudito il gioco al massacro messo in piedi da Croce. Un altro pezzo di dismissione che, se confermato, nei prossimi giorni, insieme a tutto il mondo dei servizi sociali -concludono Crocè, Emanuele e Calapai- darà luogo a manifestazioni di protesta e, se del caso, anche chiedendo l’intervento del prefetto e del presidente della Regione”.