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Croce firma il bilancio, la palla passa ai Revisori

Il commissario straordinario Luigi Croce

Via libera di Croce al Bilancio di previsione 2012. Il commissario straordinario ha approvato con i poteri della Giunta lo schema del bilancio di previsione di competenza ed ha approvata anche la relazione previsionale e programmatica e lo schema di bilancio pluriennale autorizzatorio per gli esercizi finanziari 2012-2014.

Ieri il presidente del Collegio dei revisori dei Conti, Dario Zaccone, ha manifestato qualche perplessità rispetto alla possibilità di riuscire in 48 ore ad esaminare ed esitare il documento contabile. Il Collegio dei revisori quindi, non ha soltanto la responsabilità di salvare la città dal dissesto ma anche quella di garantire il futuro di oltre 700 lavoratori dei servizi sociali e l’assistenza a migliaia di anziani, disabili e ragazzi che vivono nei quartieri a rischio. Visto il momento la città si aspetta che i revisori si impegnino al massimo e riescano a completare il lavoro per lunedì

mattina quando dovranno consegnarlo al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Il bilancio è stato definito e quindi firmato dal commissario Croce dopo che ieri il Governo regionale ha approvato il previsionale della Regione, e la cosiddetta norma “salva Messina” che si inserisce nel quadro degli interventi in favore dei comuni che hanno attivato la procedura di pre – dissesto. La manovra del bilancio del Comune di Messina, ammonta complessivamente a oltre 425 milioni di euro tra entrate ed uscite, e sono state considerate tutte le previsioni di entrata, e tutti i trasferimenti della Regione e inserite le spese per il rimborso dell’indebitamento (oneri di ammortamento, Boc) contratti e fitti passivi , ed inoltre tutti i debiti fuori bilancio riconosciuti dal Consiglio comunale pari a cinque milioni e 988 mila 472 euro e non finanziati nel corso del 2011, oltre all’ammontare delle transazioni dell’esercizio 2012, pari a cinque milioni e 889 mila 799 euro. Con un’altra delibera, Croce ha approvato anche l’elenco con i costi dei servizi a domanda individuale che hanno una incidenza sulle entrate dell’8,82 per cento, percentuale inferiore alla misura minima fissata dalla legge.