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Croce dimentica i precari, la FP CGil pronta allo stato di agitazione

Clara Crocè, segretario generale FP Cgil

Integrazione oraria dei contrattisti, riorganizzazione della macchina amministrativa e avvio di un dialogo costruttivo. Sono le richieste della FP Cgil per i contrattisti del Comune. Diversamente, si passerà alle maniere forti, iniziando con la dichirazione dello stato di agitazione.

“In ballo c’è la sopravvivenza di tante famiglie monoreddito che non possono andare avanti con i miseri stipendi di contratti a 18 ore o a 24 ore -spiega il segretario generale della FP Cgil Clara Crocè. Il confronto con il commissario straordinario Luigi Croce per discutere della situazione dei lavoratori precari del Comune di Messina si è tenuto all’incirca un mese fa. La sua promessa di discutere di tale problematica con il presidente della Regione Rosario Crocetta, è appunto rimasta tale. Ma i nodi tornano al pettine e la polvere non può più essere nascosta sotto il tappeto”.

A Croce la FP Cgil chiede di fare chiarezza sulla riorganizzazione dei servizi di Palazzo Zanca. A partire dalla riduzione oraria dei contrattisti precari che sta causando forti problemi in settori nevralgici dell’ente locale.

“Molti uffici sono sguarniti -spiega la Crocè-, e questo si ripercuote inevitabilmente anche sulle attività del Comune, come ad esempio i servizi sociali. “E’ uno dei dipartimenti più in affanno e anche questo, a volte, incide sui ritardi nel pagamento delle fatture”. Per la sindacalista è necessario affrontare in modo serio ed organico la questione.

“Bisogna procedere ad un’integrazione oraria e alla razionalizzazione dei servizi -spiega la Crocè, riportando un esempio emblematico. Sul fronte delle pulizie ci sono precari impiegati a 18 ore, ai quali invece l’orario potrebbe essere allungato evitando che il Comune debba fare ricorso alla Messinambiente o appalti i servizi  dove sono  impiegati  lavoratori anche per una sola ora”.

Scottante anche la situazione dei vigili urbani, visto che il dimezzamento dell’orario si ripercuote sull’efficienza. Anche in questo caso, è indispensabile un’integrazione delle ore di lavoro. “L’amministrazione comunale -ricorda la Crocè- ha chiesto a precari di transitare nel Corpo dei vigili urbani promettendo loro le 36 ore settimanali. Adesso però, per carenza dei fondi, sono utilizzati solo  part-time con un grave danno economico per l’Ente, visto che nei giorni scorsi è emerso il netto calo delle verbalizzazioni. Non è ammissibile avere sulle strade vigili a mezzo servizio.

Sulla carta ci sono 48 precari, ma di fatto il loro numero si riduce a poco meno della metà  in quanto sono impiegati su due turni. Dal lunedì al giovedì lavorano i precari contrattualizzati per le 24 ore, mentre dal giovedì al sabato quelli a 18 ore”. La FP Cgil chiede anche la proroga dei contratti per le 20 unità che scadranno a giugno ed evidenzia, così come previsto dall’articolo 208 del Codice della Strada, che i proventi derivanti dalle multe siano distribuiti all’interno del settore. “Purtroppo -conclude il segretario generale della FP Cgil- abbiamo appreso che parte degli introiti derivanti dalle contravvenzioni, all’incirca 207 mila euro,  sono stati dirottati all’Atm e da Croce vorremmo spiegazioni anche su questo punto”.