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Crisi della giustizia a Messina, interrogazione di Garofalo

Mentre Palazzo Piacentini si prepara per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario di sabato prossimo con una sistematina ai giardini ed una pulita alle aule, il deputato Enzo Garofalo punta il dito sul mancato potenziamento della pianta organica degli uffici giudiziari di Messina. Lo denuncerà con una interrogazione parlamentare la settimana prossima al ministro della Giustizia, raccogliendo l’allarme lanciato di recente da magistrati ed avvocati.

Tre le richieste che Garofalo presenterà al ministro della Giustizia, a partire ovviamente dal potenziamento della pianta organica degli uffici giudiziari di Messina e della provincia, in particolare quelli di Barcellona e di Patti, per il quale il parlamentare PDL ritiene indispensabile la ricollocazione del personale proveniente dalle sedi soppresse. Garofalo chiede anche chiarimenti anche sull’ipotesi di una riduzione della pianta organica (inserita nell’ambito del Piano di riorganizzazione dei Tribunali e delle Procure), come denunciato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina e dalla Sezione Distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati.

“Nel caso in cui la notizia fosse confermata -scrive Garofalo- vorrei sapere se il ministro non ritenga opportuno rivedere la decisione immediatamente anche sulla base della considerazione che un ridimensionamento sarebbe in contrasto con le osservazioni poste al decreto che prevede il ridimensionamento delle piante organiche dei tribunali dalla stessa Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, che ha sottolineato la necessità

di mantenere le sezioni distaccate che per il carico di lavoro o le caratteristiche geografiche risultino oggettivamente necessarie per ovviare disagi organizzativi per la popolazione e funzionali per il servizio della giustizia. Tutti parametri questi, nei quali rientrerebbe di certo il distretto di Messina”.

Enzo Garofalo, deputato PDL

Nella interrogazione, Garofalo sottolinea anche che secondo i dati resi noti dall’ANM di Messina, nel tribunale peloritano sono ancora pendenti oltre 22 mila cause civili, mentre ogni anno se ne aggiungono più di 9 mila, con un carico medio di lavoro per ciascun magistrato che è pari a circa 1500 cause l’anno.

A Patti non va meglio, visto che qui confluiranno i procedimenti di competenza del soppresso Tribunale di Mistretta. Stesso discorso a Barcellona, dove a causa di un elevato numero di maxiprocessi le richieste di misure di prevenzione personale e patrimoniale sono aumentate del 400% nel corso di pochi anni.

“Carichi di lavoro impossibili da smaltire in tempi accettabili -puntualizza Enzo Garofalo-con un inevitabile pregiudizio del diritto di ogni cittadino a vedere tutelati  davanti all’autorità giudiziaria i propri diritti. Occorre quindi intervenire tempestivamente destinando maggiori risorse finanziarie al funzionamento dell’intero distretto messinese sulla base del presupposto che, tra l’altro, un più efficiente funzionamento del sistema nel suo complesso porterebbe a maggiori introiti per l’amministrazione dello Stato. In pratica, più sentenze più tasse di registro incassate”.