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Costellazioni familiari, gli errori tramandati

Se si parla di costellazioni familiari, il pensiero corre subito a Paolo Fox, Branco & C. Errore. Il concetto di costellazioni familiari è molto più complesso e rientra nell’ambito della medicina naturale energetica. A parlarcene è una naturopata, Caterina Cangemi, che da anni lavora anche sui traumi familiari. “Le costellazioni familiari -spiega- hanno questo nome perché le persone devono essere collocate all’interno di campo immaginario come una sorta di costellazione stellare, appunto. Questo sistema si avvale dello studio di Bert Hellinger,studioso di pedagogia, che a partire dal 1980 espose le basi delle sue linee teoretiche e metodologiche rispetto alle costellazioni familiari e sistemiche: una delle diverse espressioni della psicologia fenomenologica e sistemica. Hellinger ha incentrato tutto il proprio studio su questo e sul cosiddetto “campo morfico” . 

Detto in termini più semplici? “Hellinger sostiene che spesso la vita di ognuno di noi è condizionata da destini e sentimenti che non sono davvero propri e personali. E mi riferisco anche a malattie gravi, al desiderio di morire o a problemi sul lavoro. Tutti aspetti che possono essere dovuti a grovigli del sistema-famiglia e che possono essere portati alla luce attraverso il processo delle costellazioni familiari. Grazie all’aiuto di altre persone presenti agli incontri, si ricreano le interdipendenze esistenti tra i componenti di una famiglia o di un gruppo. Questa ”messa in scena” consente di evidenziare le dinamiche inconsce che causano sofferenza in molti aspetti della vita di ciascuno. Non solo come dicevo nelle relazioni affettive o professionali, ma anche nel rapporto con il denaro o la salute”. 

Qualche esempio? “Grazie a studi sul DNA umano, si sono riscontrate un sacco di similitudini e punti di contatto tra i vari individui sottoposti a questi “incontri”. Un esempio eclatante è la storia della morte di John Kennedy, ucciso il 22 novembre 1963 nonostante lo avessero avvisato della pericolosità della sua visita a Dallas e a dispetto di quanto era già accaduto ad un suo bisnonno. Kennedy utilizzò un’auto scoperta sfidando il destino e morì lo stesso giorno del bisnonno e di suo figlio anni dopo. Oltre a questo caso particolare, le numerose tragedie familiari che hanno colpito la dinastia dei Kennedy sono da anni oggetto di studio. In pratica, chi in famiglia non è stato riconosciuto, ringraziato o è stato offeso, denigrato o non considerato, nelle generazioni future toccherà a qualcuno prendere il suo posto pagandone il prezzo in prima persona fino a quando i torti fatti precedentemente non

saranno stati sanati. E questo riguarda tutti i campi della nostra vita, comprese le malattie”. 

La naturopata Caterina Cangemi

Ha avuto casi del genere tra i suoi pazienti? “Sì, una donna affetta da bipolarismo, una malattia particolare che comporta sbalzi  d’umore. Dopo un incontro si è capito che il suo malessere e la sua irrequietezza erano dovuti ad un episodio particolare della sua famiglia. Il suo bisnonno era stato in guerra, aveva ucciso e nessuno si era mai ricordato delle morti che aveva provocato. Tra i suoi discendenti a scontare tutto questo era la nipote, che è riuscita a trovare pace solo dopo aver raccontato l’episodio ed aver riconosciuto le persone uccise dal bisnonno durante le sedute. Chi viene dopo paga il conto di ciò che è avvenuto in passato e riconoscere i nostri avi serve a ristabilire l’ordine nel nostro albero genealogico”. 

Ma come si spiega il fatto che all’interno del campo delle costellazioni persone estranee sentano le sensazioni di altri e riescano ad impersonificare perfettamente le emozioni di gente che non conoscono? “Il corpo sente tutto e riceve ciò che a livello emozionale non va bene. La mente invece è libera e sgombra da ogni pensiero, mentre solo il corpo reagisce alle sollecitazioni. Grazie a questo principio si riesce ad attingere alla memoria di tutto il mondo”. 

Come ha iniziato a lavorare su questi aspetti della psiche? “Con lo studio dei Fiori di Bach, interessandomi a tutto ciò che riguardava le disarmonie delle persone e le loro situazioni. Per chi non lo conoscesse, Edward Bach fu un medico britannico, famoso per i suoi contributi alla batteriologia, alla medicina naturopatica e all’omeopatia e per aver inventato la metodica che da lui ha preso nome: i Fiori di Bach. Il suo è un caso particolare. Gli diagnosticarono un carcinoma e gli diedero 3 mesi di vita. Bach entrò in depressione ma riuscì ad accettare la notizia e a reagire. Inspiegabilmente la morte lo colse solo 30 anni dopo, quando aveva individuato il trentottesimo fiore. Bach fu preso da un’immensa voglia di vivere, tanto da trasmettere al mondo intero tutti i suoi studi e le sue esperienze. Entrò in empatia con i fiori e fu catturato dall’omeopatia, scoprì pian piano i loro effetti e le similitudini con il carattere umano. Lasciando cosi un eredità naturale all’umanità. Sono convinta che ognuno di noi abbia una missione da compiere sulla terra ed evidentemente Bach aveva la sua, che riuscì a portare a termine in tempo”.