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Messina, corteo di auto e motorini al funerale del fratello dell’ex boss Sparacio: polemiche in città

MESSINA. Se attraversi la strada davanti casa tua e vai in una spiaggia deserta ti beccano in un nanosecondo e ti fanno la multa, se da viale Giostra a via Catania segui con un corteo di auto e motorini il feretro del fratello di un boss non ti vede nessuno. È la sintesi della polemica esplosa sui social dopo che la Gazzetta del Sud ha pubblicato quanto successo sabato scorso tra le 15 e le 16: nonostante l’assoluto divieto di assembramenti, funerali compresi, un centinaio di persone (ma altre fonti indicano la metà) hanno seguito con un corteo di auto e moto fino al cimitero monumentale la bara del fratello dell’ex boss pentito Luigi Sparacio, Rosario. Letta la notizia, ripresa anche a livello nazionale, è esplosa la rabbia di chi da oltre un mese sta chiuso in casa ed esce solo se strettamente necessario o di chi non ha potuto dare l’ultimo saluto a un parente o a un amico fraterno morto nelle ultime settimane. Visti i numerosi posti di controllo delle forze dell’ordine, la sola ipotesi possibile è che chi ha partecipato al corteo funebre sia partito individualmente dalla zona nord, magari passando per strade alternative, per poi ricongiungersi nei pressi del camposanto. Non è difficile presumere che ci possano essere delle conseguenze per i protagonisti della vicenda. Analoghe polemiche aveva suscitato il funerale celebrato nonostante i divieti il 25 marzo scorso nella chiesa dei santi Pietro e Paolo in via La Farina.