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Corretto il parziale, l’ACR sfiora la vittoria a Chieti

Roberto Chiaria

Al crocevia l’ACR Messina nella trasferta di Chieti. E lì i peloritani imboccano alla ripresa la strada della risalita, inaspettatamente posticipata nelle due gare casalinghe precedenti e in un primo tempo poco convincente all’Angelini. Il risultato finale è 1-1.

Sette punti alla vigilia del match, penultimo posto in classifica condiviso con Castel Rigone e Gavorrano e a star peggio solo l’Arzanese, peraltro unica formazione contro la quale il Messina ha riportato una vittoria. Per una rosa deputata alla C unica sono insomma pochi sette punticini in otto giornate. Occorreva far qualcosa.

Così, passata la bufera del botta e risposta tra società e tifoseria, cominciata ai microfoni del dopo Poggibonsi quando Vincenzo Lo Monaco replicava con toni aspri all’incitamento della curva di rispettare la maglia, e disputato il buon test infrasettimanale contro gli Allievi Regionali del Città di Messina, l’undici di Gaetano Catalano prova a ripartire da Chieti.

Gara diretta da Pasquale Boggi di Salerno, coadiuvato dagli assistenti Salvatore Stasi di Barletta e Giuliana Guarino di Frattamaggiore.

In tenuta neroverde i padroni di casa. Ospiti in maglia bianca, pantaloncini e calzettoni rossi. Un’esigua rappresentanza della tifoseria ospite a sostegno di questo Messina che fa fatica a carburare.

Allo stadio “Angelini”, contro gli abruzzesi di Giuseppe di Meo, mister Catalano schiera il 3-5-2 sperimentato contro il Poggibonsi. Lagomarsini tra i pali, centrale difensivo Ignoffo sostenuto da Cucinotta e De Bode, in mezzo al campo Bucolo, Piovi, Guadalupi che rinuncia al ruolo di trequartista e di fatto si allinea agli esterni Guerriera e Scoponi, i più avanzati Costa Ferreira e Chiaria.

Prima vera chance quella di Guidone al 7′ che, sfuggito alla difesa peloritana, calcia da distanza ravvicinata. Gli si oppone Lagomarsini. Poco dopo corner infruttuoso per il Messina. Stacco di testa dell’attaccante Cinque che sottrae ai peloritani in area la sfera. Il primo a finire sul taccuino del direttore di gara l’argentino Piovi.

È al 19′ che Lagomarsini sventa il vantaggio del Chieti. Doppia parata e occasione per i neroverdi sul cross di Turi per Cinque. Ci credono i padroni di casa e sfruttano le imprecisioni dei peloritani negli scambi per affacciarsi sulla metà campo avversaria.

Berardino, dopo aver saltato De Bode, indirizza la sfera sul primo palo al 24′. Il tiro si spegne alla destra di un Lagomarsini già protagonista in tre occasioni.

Al 30′ ancora per Berardino, questa volta per Guitto, e chiusura in extremis di De Bode. Pericolose incursioni dei teatini e visibilmente in affanno De Bode, cui gli esterni di centrocampo, nel ripiegare, danno poco sostegno in termini di velocità e raddoppio di marcatura.

Al 37′ altro intervento, agevole questa volta, di Lagomarsini sul tiro dal limite di De Giorgi. È un Messina che fa fatica a uscire dal pressing avversario. Al 44′ Scoponi commette su Guidone un fallo assai ingenuo nell’area di rigore, uno di quegli atterramenti che non ammettono repliche.

Il giusto penalty assegnato al Chieti e calciato dallo stesso attaccante milanese ascrive il momentaneo vantaggio ai padroni di casa.

Al fischio del direttore di gara il parziale è 1-0. Una ripresa tutta in salita per i peloritani puniti allo scadere da un maldestro intervento del neo acquisto Scoponi, per rilevare il quale probabilmente stava già riscaldandosi il ben più esperto Quintoni.

Ed è proprio Quintoni a rientrare dagli spogliatoi subentrando a Scoponi. Il parziale richiede inoltre l’inserimento di Corona a rilevare Piovi. Un Messina a trazione anteriore che deve a tutti i costi, se non ribaltare, almeno aggiustare il match. Geometrie imperfette quelle su cui i peloritani provano a costruire il gioco. I teatini risultano avvoltoi a ogni errore degli ospiti. Pressano alto e ripartono con velocità.

Prima vera occasione per il Messina all’8′ st quando Costa Ferreira calcia di poco alto sulla traversa. Un’iniezione di fiducia per una squadra che è inevitabile porti addosso tutta la tensione dell’opaco, peraltro inatteso, esordio in Lega Pro.

Quinto corner quello battuto al 15′ st dai peloritani. Il Messina ora imprime maggiore velocità al gioco e prova a schiacciare la difesa teatina. Qualche lancio lungo a pescare Corona. Affannosamente si insegue il pareggio.

Al 20′ st conclusione di Ignoffo su calcio piazzato di Quintoni. Agevole la parata di Robertiello. Subito dopo preziosa azione corale dei peloritani al 24′ st. Cross di Costa Ferreira e a raccogliere Corona che tuttavia non trova lo specchio della porta. Nuovo il volto del Messina alla ripresa. Coraggio e intraprendenza per l’undici di Catalano che prova ad aggiuntare il match. Sesto angolo battuto secco da Quintoni al 26′ st e stacco di De Bode alto sulla traversa.

Al 29′ st fuori Guerriera dentro Lasagna. Si rischia tutto per scongiurare la sconfitta. Robertiello sul tiro angolato di Guadalupi al 32′ st. Poi capovolgimento di fronte e conclusione imprecisa del Chieti su contropiede.

Cresce l’incisività dei peloritani in fase offensiva. Un pareggio che matura nella ripresa e l’1-1 arriva al 36′. Spunto di Lasagna, cross di Costa Ferreira e stacco di testa di Chiaria a insaccare la sfera.

È un Messina che adesso ci crede. Si infiamma il match dopo il penalty guadagnato al 38′ da Costa Ferreira. Batte Corona e para Robertiello che intuisce il destro dell’attaccante peloritano e sventa il vantaggio neanche troppo immeritato degli ospiti. In quindici secondi maturano due azioni. Il muro di Terenzio su Lasagna prima e il tiro di Bucolo che attraversa tutto lo specchio della porta senza trovare la zampata decisiva.

All’Angelini di Chieti un finale effervescente. Durante il recupero rosso diretto per De Bode. Può accadere di tutto. Poi il fischio finale del direttore di gara mette il sigillo a un match aperto sino all’ultimo istante.

È quello del secondo tempo, quello più esperto e rodato, il Messina atteso per nove giornate. Ed è il Messina che trova la chiave di volta per addrizzare il parziale e addirittura sfiorare la vittoria dal dischetto. Quel Messina che deve e può ritrovarsi dopo una ripresa come questa.