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Coronavirus Messina, test positivi per un medico e due infermieri dell’ospedale Piemonte

MESSINA. Ennesimo caso di personale sanitario a Messina positivo al test del coronavirus. Questa volta è toccato a un medico e a due infermieri del reparto di Ortopedia dell’ospedale Piemonte. Risalire alla causa del contagio non è semplice, ma all’origine di questo nuovo contagio potrebbe esserci la paziente positiva con una frattura al femore arrivata nel reparto dal Pronto Soccorso giovedì scorso, che potrebbe non essere stata controllata adeguatamente. Il medico e l’infermiere che hanno avuto a che fare con la donna sono a casa in quarantena per 14 giorni da sabato scorso, così come un’altra infermiera che l’ha controllata e a scoperto che, diversamente da quanto sarebbe stato dichiarato dal personale del Pronto Soccorso, la paziente non aveva 36 di temperatura basale ma 38 e mezzo. Appena scoperto, la donna è stata immediatamente rimandata al Pronto Soccorso, dove sono state seguite, a quanto pare questa volta sì, le procedure del caso. Tutto il personale è stato sottoposto a tampone e così si sono scoperti i tre positivi.

Dura la presa si posizione della UIL sulle modalità di ricovero della donna con il femore fratturato, che in una nota ha scritto di essere “fortemente sbigottita dalla procedure adottate da codesta Azienda, identificata “noCOVID”, che hanno già causato un primo focolaio presso il presidio riabilitativo di Casazza e che potrebbero causare nuovi focolai presso il Piemonte -scrivono ai vertici dell’IRCCS-Neurolesi il segretario generale UIL FPL Messina Pippo Calapai, il responsabile dell’Area Medica Mario Salvatore Macrì e i segretari aziendali del Piemonte e dell’IRCCS Neurolesi Maurizio Celona e Nino Nunnari. In aggiunta, le ultime disposizioni di servizio impartite dal direttore del Dipartimento di Emergenza, a nostro avviso discutibili, a oggi rivelano tutta la loro inadeguatezza. Infatti, stiamo assistendo al ripetersi di un probabile nuovo focolaio presso l’ospedale Piemonte perché nei giorni scorsi è stata ricoverata presso il reparto di Ortopedia una pazienta giunta al Pronto soccorso generale in urgenza e non è stata sottoposta al previsto tampone. La stessa, a seguito di sintomatologia sospetta, ha eseguito il tampone successivamente, che ha dato esito positivo, con tutte le conseguenze derivanti. Non è più possibile tollerare comportamenti superficiali sulla pelle dei lavoratori da parte di chi è preposto a dirigere un Dipartimento o i Presidi”.

La UIL FPL chiede quali procedure siano state adottate fino a oggi, se l’Azienda abbia espletato la formazione e l’informazione ai lavoratori in merito alla Gestione del Rischio Biologico Specifico per esposizione al COVID-19 così da attivare adeguate misure di prevenzione e protezione quali barriere comportamentali e fisiche secondo la specifica mansione. 

“Recentemente -aggiungono i dirigenti sindacali- siamo venuti a conoscenza di un nuovo episodio riconducibile a presunta cattiva organizzazione, che a nostro avviso avrebbe potuto causare danni enormi. Infatti, nei giorni scorsi il Direttore Medico di Presidio ha disposto il ricovero di un paziente in Cardiologia UTIC, in totale dispregio della recente disposizione regionale che prevede espressamente che i “pazienti COVID o semplicemente o sospetti o probabili COVID per nessun motivo debbano accedere all’UTIC. Prima di accettare anche un paziente acuto ed estremamente critico da altri reparti o dal Pronto Soccorso o dal 118 deve essere assicurato per quanto possibile che non sia un COVID o sospetto tale. Per scongiurare una possibile esplosione di un nuovo focolaio COVID-19 presso il  Piemonte si chiede con urgenza che il personale che direttamente o indirettamente sia venuto a contatto con la paziente risultata positiva al virus COVID-19 sia sottoposto all’esame del tampone”.

All’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza la UIL FPL  chiede l’avvio di una indagine ispettiva per verificare eventuali responsabilità e procedere alla rimozione del manager.