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Coronavirus e cassa integrazione, Zappulla a Scavone: “I siciliani non sono figli di un dio minore”

SICILIA. L’assessorato regionale al Lavoro di nuovo sotto accusa per i ritardi sul pagamento della cassa integrazione. Questa volta, ad attaccare l’assessore Antonio Scavone è il segretario regionale di Articolo Uno in Sicilia Pippo Zappulla, dopo che nei giorni scorsi lo avevano fatto il viceministro Giancarlo Cancelleri e i deputati del gruppo M5S all’Assemblea Regionale. “Le preoccupazioni denunciate dai sindacati e dalla CGIL sono fondatissime – dichiara Zappulla. In questo modo, prima di metà maggio nessun lavoratore potrà avere la cassa integrazione. Due mesi senza alcun sostegno e reddito per decine di migliaia di lavoratori e famiglie è una condizione di disagio insopportabile e inaccettabile.

 

A dispetto delle rassicurazioni dell’assessore Scavone, che alcuni giorni fa annunziava il superamento delle difficoltà, anche se dovessero essere confermati i 912 decreti dichiarati a ieri sera la situazione concreta rimane pesantissima”. I numeri secondo Zappulla parlano chiaro: dei 4.500 lavoratori italiani che hanno già ricevuto la cassa integrazione guadagni non c’è alcun siciliano e dei 140.000 lavoratori dell’Isola dipendenti di 39.000 aziende nessuno ha ancora beneficiato della cassa integrazione in deroga.

 

C’è qualcosa di pesante che non sta funzionando in Sicilia -incalza Zappulla. Non è il tempo delle polemiche, ma neanche quello dell’immobilismo e delle false promesse. Il Governo si muova con obiettiva urgenza per attrezzare i propri uffici e sistemi informatici per evitare che anche in questa drammatica fase i lavoratori siciliani siano trattati come figli di un dio minore”.

Pippo Zappulla segretario Articolo uno
Pippo Zappulla, segretario Articolo Uno