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Coop sociali, il consigliere Caliò si rivolge alla Corte dei Conti

Una protesta delle lavoratrici della Coop Futura

Troppe stranezze nella gestione delle cooperative impegnate nei servizi sociali gestiti da Palazzo Zanca. Il consigliere comunale Gaetano Caliò decide di vederci chiaro e presenta una denuncia alla Corte dei Conti per quello che lui definisce “un potenziale danno erariale”.

Sul banco degli imputati l’amministrazione comunale e gli affidamenti fatti nel 2010 ad Azione Sociale, Faro 85 e Nuova Presenza dopo che alla cooperativa Futura fu tolto qualsiasi incarico.

Le possibili irregolarità sono messe tutte nero su bianco in un dossier di oltre 100 pagine consegnato da Caliò alla magistratura contabile.

Frazionamenti di appalti, irregolarità tributarie, stipendi pagati dopo l’erogazione dei fondi dal Comune e non prima come invece prevede la legge, mancata fornitura di abiti da lavoro, salari calcolati come se i mesi fossero tutti di 30 giorni e per di più pagati in ritardo. E ancora: operatori in ferie o in malattie non sostituiti e irregolarità nelle prestazioni a domicilio quando salta l’assistenza.

Per il commissario straordinario Croce potrebbe essere in arrivo un’altra grana di dimensioni bibliche, anche perché sulla gestione dei Servizi sociali sono già state aperte dalla magistratura diverse inchieste.

“Ho iniziato ad interessarmi a questa vicenda a marzo dell’anno scorso -racconta Caliò- quando a tutti noi consiglieri fu consegnata una lettera che riguardava la cooperativa Nuova Presenza che segnalava le mancate visite mediche al personale, soprattutto agli autisti. Ne parlai in Aula e poi denunciai la cosa ai carabinieri. Anche perché, avendo iniziato a seguire le vicende delle cooperative sociali con attenzione, mi resi conto di parecchie stranezze, tutte peraltro regolarmente denunciate anche al presidente della X Commissione Marcello Greco e a Buzzanca nella qualità di assessore ai Servizi Sociali dopo l’allontanamento dalla Giunta dell’assessore Aliberti. In particolare, c’è una norma che prevede che per partecipare alle gare d’appalto le coop siano in regola con i tributi. C’è una sentenza del tribunale di Caltanissetta che ha escluso una società perché non in regola con cartelle esattoriali da poche centinaia di euro. Ho chiesto per iscritto al dirigente del Dipartimento Tributi Romolo Dell’Acqua di farmi accedere alla documentazione e lui non me lo ha concesso, sostenendo che non si poteva violare la privacy delle cooperative. Ho ottenuto ugualmente la documentazione, che comunque è pubblica, e anche questa sarà oggetto di accertamenti. Con questi documenti in mano sono andato dal presidente della Commissione Gare d’Appalto Giacomo Leotta, ormai in pensione, che mi ha risposto che per la Serit era tutto a posto. Ma allora chi si sbaglia: il Dipartimento Tributi o la Serit?”.

Gaetano Caliò (PID)

Caliò è un fiume in piena, ricordando che se in una cooperativa che ha tutto in regola partecipa ad una gara in Associazione Temporanea d’Imprese con altre che non lo sono, automaticamente perde qualsiasi diritto e che non pagare gli stipendi ai soci lavoratori per due mesi comporta in automatico l’esclusione dall’appalto. Ma a far riflettere sono anche le cifre che girano intorno alla gestione dei Servizi Sociali. Fino al 2010 si spendevano mediamente 18 milioni di euro l’anno, poi il Consiglio Comunale impegnò l’amministrazione Buzzanca ad inserire nel Bilancio 2011 altri 5 milioni di euro per garantire le sostituzioni del personale in ferie o malato. Stando però alle informazioni raccolte da Caliò a questo proposito, nulla è cambiato. E questo nonostante i bandi di gara diano tempi e modi precisi di sostituzione dei lavoratori per garantire il servizio. Che, è bene non dimenticarlo, riguarda anziani, disabili e persone in difficoltà.

E poi l’aspetto che riguarda il pagamento degli stipendi. “Come regola spiega Caliò- la cooperativa dovrebbe a fine mese pagare i soci lavoratori, poi presentare la fattura al Comune per farsi rimborsare con un’autocertificazione dichiarando di avere già pagato il mese precedente. Invece basta guardare le date dei bonifici fatti ai lavoratori: sono sempre successivi all’incasso delle somme erogate dal Comune. E anche questo è motivo di rescissione del contratto. Entro fine anno si dovranno rinnovare gli affidamenti dei servizi e adesso che a guidare il Comune c’è un ex Procuratore Generale sono curioso di vedere cosa succederà”.

Soprattutto rispetto al frazionamento degli appalti, cosa non consentita dalla legge. Invece, sia per quanto riguarda il Centro di Aggregazione Giovanile di Bordonaro affidato alla cooperativa Azione Sociale che per il trasporto dei disabili assegnato alla cooperativa Nuova presenza, il dirigente che allora seguiva il settore Antonino Cama, responsabile anche del Personale ed attualmente in forze nell’Ufficio di Gabinetto, ha conferito incarichi di un mese prima, di tre mesi dopo, via, via rinnovati senza bandire il servizio. Punto quest’ultimo, al quale molto probabilmente la Corte dei Conti presterà particolare attenzione.