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Contro il ponte sabato si torna in piazza

Il ponte non c’è più, ma sabato tutti di nuovo in piazza. “E’ quasi un atto dovuto tornare a manifestare -ha dichiarato stamane Marco Letizia della Retenoponte,  presentando la manifestazione  in conferenza stampa. L’attenzione nei confronti del ponte non deve calare -ha proseguito Letizia- per due motivi.

Il primo è che un’opera che sembra fuori gioco potrebbe ancora rientrarci, dati i movimenti che avvengono in alcuni ministeri. Il secondo è che il ponte più che un manufatto è un processo che consuma risorse preziose. A cominciare dall’esosa penale di ben miliardo e duecento milioni  di euro che Impregilo ha già iscritto nel proprio bilancio”.

Ciò a cui la rete Noponte fa riferimento è stato precisato da Anna Giordano, del WWF. “Nei prossimi giorni il progetto dell’attraversamento stabile dello stretto affronterà la procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Le associazioni ambientaliste WWF, Legambiente, FAI, Italia Nostra e MAN, che aderiscono al corteo di sabato, chiederanno l’accesso agli atti e diffideranno il ministero dal dare un parere positivo all’opera”.

Il timore è che possa ripetersi il nulla osta ai cantieri già pronunciato nei giorni scorsi dal ministero dei Beni culturali. Un via libera che potrebbe tornare utile ai sostenitori della megaopera se e quando il superamento dell’attuale momento di crisi finanziaria dovesse riportarla in vita. P

Adesso intanto, bisogna vedersela con le richieste di penali presentate da Impregilo (definite “pazzesche“ dal giornalista Antonio Mazzeo) ed il congelamento di importanti risorse economiche che secondo gli ambientalisti potrebbero essere utilmente impiegate in “risanamento del territorio e sua messa in sicurezza, piccole opere di prossimità, trasporti regionali e locali alla portata di tutti”.

“La lobby del cemento punta comunque a capitalizzare ogni passaggio di questa  vicenda -ha precisato ancora Mazzeo. E’ già successo altre volte che l’iter del ponte

si sia inceppato e che i soggetti interessati alla sua realizzazione abbiano esercitato pressioni per evitare lo scioglimento della concessionaria Stretto di Messina spa. Oggi utilizzano invece lo spauracchio delle penali per giustificare opere a terra, altrettanto dannose e inutili”.

Tra gli obiettivi della manifestazione di sabato prossimo, “l’individuazione del commissario liquidatore della Stretto di Messina spa per il completamento formale della procedura di superamento del progetto del ponte avviata con la rescissione dei contratti avvenuta l’1 marzo scorso”.

Fino a quando non si otterrà questo risultato, la Rete NoPonte continuerà nel proprio impegno, allargando anzi l’orizzonte a tutte le altre aggressioni al territorio. Il Muos di Niscemi come il Tav in val di Susa. Delegazioni dei movimenti contro queste megaopere saranno presenti al corteo messinese, mentre dalla città dello stretto si partirà alla volta della valle piemontese e del paese del nisseno interessato dalla costruzione del radar della Marina Usa rispettivamente il 23 e il 30 marzo , in occasione delle due manifestazioni previste in quei territori.

Lunga la lista delle adesioni al corteo di sabato, che partirà alle 16 da piazza Cairoli. Associazioni e comitati locali di Sicilia e Calabria, pezzi di sindacato, i partiti della sinistra (SEL, PRC, PDCI, PCL). Ci sarà anche il Teatro Pinelli Itinerante, che ai movimenti contro le grandi opere ha dedicato una Zona temporaneamente Liberata, che ha in programma l’incontro fra Retenoponte e i comitati NoMuos e NoTav, una cena sociale  e lo spettacolo teatrale  “La Cisterna” con Massimo Zaccaria, che si terrà oggi alle 18 presso il Parco Aldo Moro.

Il candidato sindaco Renato Accorinti, presente anche lui alla conferenza stampa, ha colto l’occasione per denunciare il comportamento del commissario straordinario del Comune di Messina Luigi Croce, che ha negato l’uso del Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca per le assemblee pubbliche dei sostenitori del movimento “Renato Sindaco” adducendo non meglio precisati motivi di sicurezza.