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Consorzio Metromare, Franza: “Non siamo interessati”

Le buste delle offerte per la proroga del servizio dei collegamenti veloci sullo Stretto saranno aperte lunedì prossimo. La Caronte&Tourist, come vedremo più avanti, non ha alcun interesse a partecipare, e a presentarle sono state solo la Bluferries e la Libera Navigazione del Golfo.

La prima è una società di RFI, la controllata del Gruppo FS che gestisce i collegamenti marittimi e la rete ferroviaria. La seconda è una società privata che fa capo a Nello Aponte, armatore campano.

Sia RFI che Aponte hanno presentato un’offerta solo per il collegamento con Villa San Giovanni. Di quello per Reggio Calabria, che il Consorzio Metromare (Costituito da Ustica Lines, che ha gettato la spugna, e RFI) gestirà fino al 28 giugno, non c’è traccia.

“Quello per Reggio Calabria è troppo costoso e non conviene -spiega al telefono Vincenzo Franza, amministratore delegato della società Caronte&Tourist. Ritengo che per questo chi ha partecipato al bando per la proroga abbia deciso di puntare solo su Villa San Giovanni”.

Quando gli chiediamo perché non lui abbia presentato un’offerta, risponde: “Non siamo interessati. Noi siamo impegnati su altri fronti e un collegamento solo per i passeggeri che non preveda anche i mezzi non ci attira per niente”. Smentendo così le voci insistenti degli ultimi giorni, che indicavano proprio la Caronte&Tourist come possibile armatore privato subentrante in un futuro prossimo nel Consorzio Metromare al posto della Ustica Lines, che ha giudicato i 3 milioni di euro messi a disposizione dal ministero dei Trasporti per prorogare il servizio di collegamento fino al 31 dicembre assolutamente insufficienti.

Intanto il Comitato Pendolari dello Stretto, la Lega delle Autonomie Locali e l’associazione Dimensione Trasporti, intervengono sull’argomento e chiedono le dimissioni degli assessori regionali ai Trasporti.

“Ancora una volta -scrivono Pietro Interdonato, Saro Ansaldo Patti e Mimmo Caia- abbiamo la dimostrazione come il trasporto sullo Stretto sia gestito in maniera schizofrenica ed artatamente.
Mentre in periferia i movimenti dei pendolari e le associazioni Sindacali premevano affinché non venisse a mancare il servizio veloce passeggeri, apprendiamo dalla stampa che il 20 giugno è scaduto il bando per il rinnovo della gara e che due società hanno partecipato.


Le nostre associazioni avevano trasmesso una bozza per una interpellanza parlamentare per migliorare il servizio sia quantitativamente che in un alleggerimento nelle tariffe soprattutto per i residenti.
Oggi, oplà, come il classico coniglio del famoso cappello, veniamo a conoscenza della solita trappola, senza che le Istituzioni locali di entrambe le Regioni si siano degnate di dire qualcosa in merito.


D’accordo che viviamo in due “Regioni omertose” ma gli assessori Regionali al ramo hanno osservato il classico silenzio tombale.
Vogliamo chiarezza subito oppure  vadano a casa.
Con il loro comportamento danneggiano economicamente, non tutelandoli, gli abitanti dell’area dello Stretto, a vantaggio solo degli armatori.
Noi non siamo per niente d’accordo sulle tariffe e sul costo degli abbonamenti.
I prezzi sono eccessivi e fanno solo il gioco dell’altro armatore, il quasi monopolista dello Stretto (il riferimento è a Caronte&Tourist, ndr).
Occorre che fin da subito l’impresa dello Stato abbatta i prezzi per i residenti e che i pendolari non siano discriminati rispetto al prezzo dell’abbonamento dei militari”.