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Consorzio Autostrade Siciliane, la guerra infinita

Il presidente del Cas Patrizia Valenti

Il presidente Lombardo proprio non la vuole e conferma come commissario del Consorzio Autostrade Siciliane Gaetano Sciacca, Ingegnere Capo del Genio Civile di Messina. Lei, Patrizia Valenti, presidente del Cas per oltre un anno fino al 20 luglio del 2009 quando Raffaele Lombardo la fece saltare con tutto il Consiglio di Amministrazione dalla sera alla mattina, glissa compostamente e si limita a spiegare che aspetta il 13 luglio, quando il Consiglio di Giustizia Amministrativa si pronuncerà sulla richiesta di sospensiva presentata dalla Regione per bloccare il suo reintegro ai vertici del Consorzio. 

“In teoria -spiega- avrei potuto insediarmi il giorno dopo la sentenza del Tar di Palermo. Ma sapendo che l’amministrazione regionale aveva 2 mesi di tempo per presentare ricorso, cosa che poi effettivamente ha fatto, d’accordo con il mio avvocato ho preferito aspettare. Tornare al Cas per 15-20 giorni e poi dovermene andare a causa del ricorso non avrebbe avuto senso. Il Consorzio ha bisogno di una guida stabile e sicura

e preferisco aspettare la decisione del Cga”. 

Di rilasciare altri commenti neanche a parlarne. In ogni caso, tra un paio di settimane gli scenari possibili saranno soltanto due: il Cga potrebbe respingere la richiesta di sospensiva ed allora in 15 giorni Patrizia Valenti potrà tornare al proprio posto, oppure la accoglierà e a quel punto si dovrà attendere la sentenza definitiva sulla vicenda, presumibilmente non prima della fine dell’anno.      

Intanto la Regione un punto è riuscita a metterlo a segno con il Tar della Sicilia. Tra vizi di forma ai quali i legali dell’amministrazione di Palazzo d’Orleans si sono immediatamente aggrappati e la disattenzione dell’Anas (anche grazie a due documenti predisposti dalla stessa Valenti durante la propria presidenza) ha ottenuto la sospensiva rispetto al decreto di decadenza della concessione delle autostrade dell’Isola, firmato da Tremonti e Matteoli il 5 luglio dell’anno scorso. Provvedimento questo, determinato dai gravissimi ritardi accumulati rispetto alla manutenzione della rete autostradale siciliana e quindi ai suoi standard di sicurezza. Ovviamente la questione non è chiusa. Perché il ministero dell’Economia e quello delle Infrastrutture e Trasporti potrebbero presentare ricorso a loro volta al Cga, in una girandola giudiziaria senza fine.