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Confini, presentato l’Horcynus Festival 2013

“Ci sono momenti in cui ogni cittadino deve dare qualcosa in più al proprio territorio. Questo è il momento”. Esordisce citando Kennedy Gaetano Giunta, presidente della Fondazione Horcynus Orca, alla conferenza stampa di presentazione dell’undicesima edizione dell’Horcynus Festival, in programma dal 27 luglio all’8 agosto 2013 con una serie di eventi arte contemporanea, musica, teatro e cinema.

Presenti all’occasione i direttori artistici del Festival Massimo Barilla e Giacomo Farina, i membri del comitato scientifico della Fondazione Paolo Benvenuti e Ugo Magno, l’assessore alla cultura del Comune di Messina Sergio Todesco e il sindaco Renato Accorinti.

“È un piacere presentare il Festival nella casa di tutti. Siamo felici di offrire alla città e a questa amministrazione due settimane di Festival, occasione di riflessione e svago. Ci tengo a sottolineare che l’Horcynus Festival non è però soltanto un momento di spettacolo. È il punto di arrivo annuale dei percorsi di indagine e ricerca sulle estetiche e l’economia civile che la Fondazione porta avanti”.

Il tema generale dell’edizione 2013 è il concetto di confine. “Mai inteso come linea di separazione ma come linea che indica differenze e possibilità di relazione -ha sottolineato Giunta”. Sul tema, Confini, si sofferma anche l’assessore Todesco. “Il concetto è per me, come antropologo, è di particolare interesse e stimolo -dichiara. Sui confini si negoziano le identità e anno dopo anno, con il Festival, si riporta Messina al centro di mille confini, quelli che le spettano”.

Tutti gli eventi in programma si svolgeranno nell’area di Capo Peloro, luogo caro al sindaco Renato Accorinti. “Il luogo del Festival, quello Stretto che deve essere patrimonio dell’Unesco mi rende caro ogni momento di questo Festival. Però chiedo alla Fondazione di aiutarci a portare questi momenti e le altre attività dell’Horcynus anche in altre zone della città meno fortunate”.

“La pensiamo così -ha risposto il presidente di Horcynus Orca. La Fondazione non vuole essere il centro della città, ma il pezzo di un sistema che vogliamo costruire insieme. Quel sistema che deve avere l’obiettivo di restituire a Messina un pezzo di libertà, quella dell’accesso alla conoscenza, che è un pezzo di libertà importantissimo. L’Horcynus Festival lavora da undici anni in questa direzione”.

Come ogni anno il festival è organizzato in sezioni: Arcipelaghi della visione a cura di Franco Jannuzzi, Mare di Cinema Arabo a cura di Erfan Rashid, Punteggiature di arte Contemporanea a cura di Martina Corgnati, MigrAzioni tra terre e mare a cura di Massimo Barilla e Musica Nomade a cura di Giacomo Farina.

Il premio Horcynus Orca di quest’anno sarà consegnato ad Amico Dolci, figlio di Danilo Dolci, nella serata del 30 luglio.

“Grandissima parte del lavoro della Fondazione ha certamente radici nel pensiero di Danilo Dolci -ha spiegato Benvenuti in merito all’assegnazione del premio. Un libero pensatore, né comunista né democristiano, nell’epoca in cui il Paese era spaccato in due, un uomo non allineato, per questo ricordato poco nonostante la sua grande battaglia civile e nonviolenta. La sua opera in Sicilia, dal 1952 in poi, è stata quella di un grandissimo pedagogo, sempre vicino ai bambini e agli ultimi”.

La serata è dedicata anche a Luciano Micali, addetto stampa della Fondazione, scomparso nel gennaio 2012. Il costo dell’ingresso è di 5 euro per serata, oppure in abbonamento, di 10 euro per l’intera durata del Festival. Per il programma integrale del Festival basta cliccare sul sito della Fondazione www.horcynusorca.it.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.