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Confapi Sicilia, si punta alla legalità

Per il futuro la Confapi siciliana punta alla legalità. Il neo presidente Nello Lentini ha dato il via alla creazione dell’Ufficio Legalità e Sicurezza e lo ha affidato al messinese Alessandro Rizzo (nella foto a destra). Una scommessa, quella di Lentini, che coinvolgerà non solo gli imprenditori associati, ma anche avvocati e tecnici che lavoreranno ad una serie di regolamenti interni che saranno poi trasferiti anche all’esterno dell’associazione. 

Un approccio quasi scientifico quindi, lontano da tavole rotonde fine a se stesse, che nelle intenzioni che l’hanno fatto nascere punta a creare una struttura che aiuti gli imprenditori sani a superare le mille difficoltà quotidiane con le quali sono costretti a confrontarsi costantemente. 

“La legalità e la sicurezza -spiega Lentini- sono temi sui quali non possiamo non lavorare. Racket, condizionamenti di vario genere, ma anche molte vicende relative alla burocrazia delle quali non si parla abbastanza e che di regola sono sottaciute. E poi c’è anche il problema dei ritardi nei pagamenti da parte degli enti appaltanti pubblici, che vista la crisi in corso e la poca disponibilità degli istituti di credito, che spesso obbligano a rientri immediati, di fatto obbligano molti imprenditori a ricorrere agli usurai. Stiamo anche lavorando sulla dipendenza economica che si genera quando un’azienda ha un unico committente. In questi casi infatti, pur di non perdere il lavoro l’imprenditore è costretto a

subire ricatti di ogni genere: e anche questo è un anello della catena che deve essere spezzato”. 

L’Ufficio Legalità e Sicurezza lavorerà in stretta connessione con le Prefetture e le Questure. E per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro, visto che la Confapi Sicilia di recente ha sottoscritto un protocollo con l’Inail, in futuro si pensa di allargare la collaborazione alle ASP ed agli Ispettorati del lavoro dell’Isola. 

“Chi non paga i contributi -aggiunge ancora Lentini- chi non mette in regola i propri dipendenti, non danneggia solo questi ultimi, ma un intero sistema economico che deve avere come obiettivo quello di privilegiare le imprese sane della Sicilia”. 

Anche il responsabile dell’Ufficio, Alessandro Rizzo, che in prima persona da anni paga il suo rifiuto ai compromessi cui hanno cercato di obbligarlo, ha le idee chiare sul lavoro da fare. “Lavoreremo puntando al contrasto al racket delle estorsioni e dell’usura -spiega Rizzo- e per la trasparenza nella pubblica amministrazione. Dovremo contrastare questi fenomeni in maniera efficace per proteggere le piccole e medie imprese, che sono la vera spina dorsale del sistema economico del Paese, ma anche le più esposte a problematiche del genere. Con gli strumenti e con lo staff che la Confapi Sicilia mi ha messo a disposizione, lavorerò per dare una nuova dignità alle imprese siciliane. Ma ci sono necessari comunque i mezzi utili per prevenire tutto ciò che danneggia le imprese sane che, nonostante tutto, continuano ad operare”.