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Con gli occhi dell’assassino

Con gli occhi dell’assassino 

Paese: Spagna

Genere: Thriller

Durata: 112 minuti

Regia: Guillem Morales 

Questo suggestivo thriller spagnolo, prodotto dal talentuoso Guillermo del Toro, ci racconta di due gemelle, entrambe affette da un disturbo degenerativo della vista che le porterà alla cecità. Julia sente che la sorella, quella con la malattia in uno stadio avanzato, si è suicidata e lo avverte nel momento stesso in cui avviene. Ma non crede alla ricostruzione della polizia, ritiene che il suicidio della sorella sia una montatura per nascondere qualcos’altro. E così, lottando con la malattia che ogni giorno di più restringe il suo campo visivo e rende il suo mondo più buio, Julia viene a contatto con gli amici e la vita della sorella che non sentiva da sei mesi e piano, piano scopre l’esistenza di un “fidanzato” di cui nessuno riesce a ricordarsi, una figura così sfuggente che nessuno può darne una descrizione.

Durante le indagini anche il compagno di Julia è trovato morto, apparentemente suicida nella stessa stanza e nella stessa maniera della gemella. A causa dello stress la

malattia di Julia ha un peggioramento e la costringe ad operarsi d’urgenza per il trapianto di cornee, a causa del quale dovrà trascorrere un periodo di convalescenza affidandosi ad un infermiere esperto nella riabilitazione dei pazienti operati agli occhi. Ma non per questo le persecuzioni del misterioso fidanzato della sorella finiscono, anzi, l’uomo “fatto di ombra” diviene ancora più insistente…

Morales ci regala un buon thriller, rimanendo a buon diritto nella tradizione europea recente, che vede Francia e soprattutto Spagna salite ad ottimi livelli. Non si tratta di un capolavoro, ma il lavoro di fotografia e regia è davvero ottimo, calando lo spettatore in un’atmosfera oscura e suggestiva, supportata dall’ottima trovata di girare tutta la parte di film successiva all’operazione di Julia con dei piani che tagliano la testa ai protagonisti attorno a lei, dando così allo spettatore l’impossibilità di riconoscere a prima vista i personaggi, avvicinando così l’esperienza a quella che può essere quella del protagonista. Il finale triste e sentimentale infine è in grado di accattivarsi le simpatie anche di quella fetta di pubblico che predilige il “melo” anche fuori dai classici contesti. Consigliato ai meno “navigati” nel genere.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.