Comune vs Prefettura: Accorinti si scusa con Trotta

Accorinti in Prefettura 2
Il sindaco Accorinti a Palazzo del Governo subito dopo l' chiarificatore con Trotta

Come promesso le scuse sono arrivate. A porgerle il sindaco di Messina Renato Accorinti, ché l’assessore Mantineo al momento è meglio che stia alla larga dalla Prefettura.

Presente al Palazzo del Governo per la conferenza stampa convocata per illustrare l’accordo tra la Prefettura e l’ESA, il primo cittadino è stato ricevuto in privato dal prefetto Stefano Trotta e gli ha porto le scuse dell’amministrazione comunale per l’infelice uscita dell’assessore alle Politiche sociali Nino Mantineo.

L’incidente, l’ultimo in ordine di arrivo, si è verificato lunedì scorso durante un’assemblea organizzata a Palazzo Zanca per discutere dei problemi connessi all’arrivo dei profughi in città. Incautamemente quanto inspiegabilmente visto il ruolo che ricopre, Mantineo ha definito scarso il prefetto Trotta.

“Un’espressione che non si può assolutamente utilizzare -ci ha dichiarato Accorinti- tantomeno se riferita a un’istituzione. Si possono avere idee diverse e non è un mistero che sulla gestione dei migranti io e il prefetto la pensiamo diversamente, però nessun insulto, solo critiche costruttive per il bene della città. Le istituzioni devono lavorare insieme e scontri del genere sono impensabili”.

Con l’entusiasmo che lo contraddistingue Accorinti sottolinea che il prefetto

Trotta “caso eccezionale perché nessun prefetto lo fa” spesso lo abbraccia e lo bacia pubblicamente. “Lui mi vuole un bene pazzesco -aggiunge ancora il sindaco di Messina. I prefetti di solito si limitano a stringerti la mano, ma lui con me è diverso. Ci siamo parlati, mi sono scusato perché Mantineo non doveva assolutamente utilizzare quella parola e alla fine dell’ il prefetto mi ha detto che l’incidente è superato”. 

Gli chiediamo se Mantineo resterà in Giunta e Accorinti, con un lampo di perplessità negli occhi per la domanda, risponde che il suo assessore resterà dov’è e fila via, zainetto sulla spalla e sorridente, senza aggiungere altro.

In questi giorni, di fronte alla pioggia di richieste di dimissioni di Mantineo piovute su Accorinti (in testa quella del presidente nazionale dell’UDC Gianpiero D’Alia), qualcuno però ha fatto notare che non è questo il momento di allontanare Mantineo, che peraltro vanta il primato di essere il primo membro dlel’esecutivo di Palazzo Zanca a essersi beccato una manifestazione contro il suo operato, organizzata all’inizio di luglio 2013 dalla FP CGil di Messina per contestare il suo operato rispetto alla gestione dei servizi sociali.

“Adesso se ne farebbe un martire -sostengono attenti osservatori. Meglio farlo andare avanti ancora qualche mese e poi, visto che ancora i nuovi bandi non sono sttai pubblicati nonostante le promesse, la bomba dell’assistenza agli anziani e ai disabili gli esploderà in mano”.  

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