Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Comma 107: gli studenti dei Conservatori pronti alla rivolta

La protesta dei musicisti del Vittorio Emanuele

Mentre scriviamo questo articolo, il numero delle firme per la petizione a difesa dei diplomi del Conservatorio, lanciata sul sito firmiamo.it, è fermo a 4.284. Ne mancano 716 per arrivare a 5 mila, il numero necessario cioè perché la petizione possa essere presentata alle istituzioni.

“È sorprendente come tutto sia partito da Messina”. Sonny Foschino, studente del conservatorio Corelli di Messina e prossimo al diploma, ci racconta una vicenda che ha il sapore di un’epopea e che si concluderà con “una protesta speciale, diversa da tutte le altre forme di mobilitazione: vogliamo colpire le istituzioni mostrando loro il diritto che vogliono negarci. Sarà un evento che rimarrà nella storia e che unirà tutti gli studenti dei conservatori d’Italia”.

Ma procediamo con ordine. La vigilia di Natale la Camera dei Deputati approva il nuovo Decreto di Stabilità che, fra le altre cose, contiene il comma 107, che prevede che i diplomi conseguiti nei conservatori italiani con il vecchio ordinamento (che nel 2004 ha lasciato il posto al nuovo) siano equiparati a una laurea specialistica biennale. “Tuttavia -ci racconta Sonny Foschino- questa equiparazione tocca solo quei diplomi conseguiti prima della data del Decreto. Non dimentichiamo che in un anno ci sono tre sessioni di esami di diploma. Questo significa che i diplomandi dell’anno accademico 2012, che hanno studiato con gli stessi programmi e con gli stessi docenti, pagando le stesse tasse, si trovano in due situazioni completamente diverse. Chi si è diplomato prima del 24 dicembre è in possesso di un titolo finalmente equiparato alla laurea specialistica. Chi invece si diploma a febbraio ha in mano un titolo in sospeso”. Un titolo che al momento non ha un valore preciso e che sarà definito in base ad una tabella stilata ad hoc. Sì, ma quando?

Sonny Foschino è stato il primo ad accorgersi dell’anomalia e a diffondere l’allarme. “La petizione on-line è stata lanciata il 10 gennaio scorso e stiamo già per toccare quota 4 mila firme. Ma il punto è che questa vicenda non solo

ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori, dell’opinione pubblica e della stampa, ma ha anche fatto emergere tanti altri problemi che gravitano attorno al mondo dei conservatori e della formazione musicale in Italia. Basti pensare a come sia ignorato lo studio di certi strumenti, per esempio il trombone, nelle scuole medie e superiori, o a come ancora si studi su programmi ministeriali di epoca prefascista”.

Il problema, in realtà, può essere affrontato anche da un altro punto di vista. L’equiparazione del diploma alla laurea specialistica rappresenta, è fuor di dubbio, un titolo di maggior valore. Ma può anche costituire lo strumento di una concorrenza poco sana, dal momento che in determinate circostanze possedere un diploma completo può valere più di un’esperienza ventennale trascorsa sui palcoscenici dei più grandi teatri internazionali.

La pensa così Giampiero Cannata, primo corno dell’Orchestra del Teatro di Messina e intenso attivista in questi ultimi tempi bui. “Puoi aver suonato con i più grandi direttori d’orchestra da un capo all’altro del mondo, ma in certi casi la tua esperienza nella musica non vale niente di fronte al titolo, quel diploma sì sudatissimo, ma mai paragonabile ad una vita di concerti. Ed il paradosso è che spesso ci si diploma con docenti che quel titolo nemmeno ce l’hanno. È così che vanno le cose in Italia”.

La mobilitazione in difesa dei diplomi, dicevamo, è partita da Messina, ma tutti i conservatori italiani sono coinvolti, a vario titolo, in quel dissenso che sfocerà in una protesta “storica”, su cui ancora però c’è il più stretto riserbo. “Con i conservatori di Messina, Napoli, Catania e Palermo in stato di agitazione, il Sud Italia sta dando un segnale fortissimo -spiega Cannata. Stiamo dimostrando di essere in grado di unirci e diventare una forza coesa che cerca una soluzione. È la prima volta nel mondo della musica. Noi non chiediamo l’equiparazione alla laurea specialistica biennale tout court, noi chiediamo solo equità interna tra tutti quelli che conseguono il diploma nello stesso anno accademico. La legge ce lo deve spiegare questo comma 107, ci deve dire il perché di questa anomalia incomprensibile”.

Adesso che questo articolo è quasi finito, le firme sono diventate 4.299. Quindici in più. Con una certa costanza, potremmo arrivare al traguardo in poco più di quattro giorni.