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Come me nessuno mai

Simona Piraino

Quando il sabato sera si fa più lento, i muffins stentano a dorarsi e la caducità della settimana tramonta insieme al sole, capita che ci si faccia prendere dallo spleen dell’amarcord.

Ed è così che ti ritrovi a fare benchmarking sulla vita relazionale degli ex.

Forse a causa dei commiati non proprio amichevoli, sono davvero pochi gli ex (fidanzati, flirt, amorazzi) che ancora mi rivolgono la parola.

Tuttavia, il loro livore manifesto non m’impedisce di intercettare un latente cambio di status simil relazionale.

E, quando ciò accade, non mi piace per niente. Che l’ex sia diventato “ex” contro la sua volontà, poco importa. La mia smodata mitomania è sempre in grado di accertare che non mi abbia dimenticata.

Che mi pensa ancora (dal 2001? Sì, dal 2001, embè?). Che proprio quella foto o quella canzone (siano anche gli Squallor) ha un sottile retrogusto di malinconia riferito a me.

Perché, diciamocelo, noi donne continuiamo a considerare gli ex come roba nostra: se li becchiamo imbolsiti e con un accenno di cifosi, gongoliamo e il nostro ego lievita meglio del pandispagna. Al contrario se, incrociandoli (nel mio caso, incrociandone i tuitt o le bacheche) ci appaiono rilassati e bellocci o, peggio, impegnati in una relazione, ci sentiamo piccatamente defraudate del nostro ruolo di “impossibile da dimenticare”.

E’ un sentire comune a tutti gli esseri femminili, credetemi. Non riusciamo a farcene una ragione quando l’ex – fisiologicamente – ci dimentica. Io mi accontenterei che so, anche di un messaggino con scritto “E’ vero, mi sono sposato. Ci ho fatto tre figli. Ma, cara Simo, come te nessuno mai”.

Esattamente quanto basta per farmi illudere che vi ho cambiato la vita, che il mio nome è scritto con inchiostro indelebile su tutte le vostre cellule epiteliali. E hai voglia a leggere e sottolineare i “Frammenti di un discorso amoroso”, ché certo, pensi, a parole siam tutte brave. E non importa nemmeno quanto tempo è durata la relazione. Un ex è -deve- restare cronicamente innamorato di te. Deve struggersi nella nostalgia dei tempi che furono e sospirare a mantice quando lo saluti distratta.

Capisco che questa mia ansia di eternità negli altrui ventricoli può risultare immorale, ma è così. Non voglio essere un’ex. Casomai, voglio essere l’Ex. Quella il cui ricordo non può soccombere nemmeno di fronte alla glassa dei confetti per le nozze d’oro. Per quanto mi riguarda, gli ex non dovrebbero essere abilitati a dimenticarmi. Ecco, l’ho detto.

Ora, mi raccomando, cari ex a vario titolo, mettete una foto profilo sornioni e abbronzati, eh! Anche se, per i motivi di cui sopra, ho la quasi certezza che nessuno dei miei ex legga Sex in my City, prego tuttavia gli eventuali impavidi che lo fanno, di astenersi da commenti al vetriolo.