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Come ci si divide tra facoltà nuove e strutture vecchie e inadeguate

Servizi inadeguati, mezzi di trasporto rari o sovraffollati, mense non particolarmente comode da raggiungere, bagni che cadono a pezzi, aule bene attrezzate ed altre che invece non raggiungono neanche gli standard minimi. I ragazzi in piedi alle fermate del tram guardano alternativamente i binari ed il proprio orologio, pensando e sperando che le lancette siano troppo avanti. Per chi viaggia verso la Cittadella dell’Annunziata è difficoltoso poter arrivare puntuali alle lezioni.

“Tram con orari ‘’personalizzati’’ che lasciano noi studenti al capolinea in attesa che passi una navetta -racconta Massimo, studente a Veterinaria. Quasi assente la coincidenza dei mezzi di trasporto con l’inizio o la fine delle nostre lezioni. Almeno la facoltà non è lontana dal centro della città ed i disagi non pesano quanto quelli dei miei colleghi di Ingegneria o di Scienze”.

E’ l’Ersu l’ente che dispone di mense per gli studenti fuori sede o con lezioni troppo vicine per poter tornare a casa. Magari non sono il massimo, ma le mense di Lettere e del Papardo sono comunque affollate da ragazzi muniti di tessera annuale, che costa 15 euro. “Sono andata solo un paio di volte -racconta Valeria, studentessa a Beni Culturali- e devo dire che la gente ci va nonostante succeda che ci sia la salsa riscaldata del giorno prima. Possiamo scegliere cosa mangiare, la varietà e la qualità non sono male. E’ conveniente per tutti gli studenti appartenenti ad una fascia di reddito bassa, che è il parametro che stabilisce la quota da versare ad ogni ingresso. Preferisco non andare, anche perché per la fascia in cui rientro dovrei pagare circa 6 euro“.

La buona educazione e la gentilezza però non mancano, secondo le parole di Laura: “Una

volta hanno cucinato un secondo piatto solo per me perché non potevo mangiare tutto il resto. Sono molto puliti e disponibili, anche se ho notato qualche pietanza riscaldata“.

Per quanto sia importante mangiare discretamente dopo ore di attenzione e concentrazione, lo è di più la possibilità di muoversi velocemente e raggiungere la mensa senza dover prendere un mezzo privato o impiegare troppo tempo per consumare un pasto caldo. E’ il caso della facoltà di Scienze della Formazione, dove la mensa non c’è. “Dobbiamo arrivare alla sede centrale -spiega Saro. Per quanto ami camminare, prendere la macchina nel caos delle nostre strade non è il massimo e l’alternativa è rinunciare al pranzo a causa della distanza”.

Lo spazio a disposizione è poco e gli studenti dei diversi corsi di laurea se lo contendono. La succursale dell’ex Istituto San Luigi, per la quale si paga un sostanzioso affitto, obbliga a continui spostamenti visto che la sede centrale è sovraffollata. “Spesso siamo accovacciati o seduti a terra perché nelle aule previste per 50-60 studenti ne fanno entrare molti di più. L’attenzione cala e non è facile seguire l’intera lezione -ammette Vera”.

Unanime il giudizio sui bagni. “Una latrina con lo scarico. Non ho ben capito come dovrei aprire l’acqua senza il rubinetto -commenta A. di Scienze della Formazione. Non ho mai visto sapone o asciugamani elettrici”. “A scuola mi dicevano che non c’era bisogno dell’accompagnatore per andare in bagno e che non eravamo carabinieri -ci confida R. Prima di un esame un po’ di ansia è naturale e penso di aver trovato una soluzione. Utilizzare bagni con passetti rotti, porte quasi aperte e vedere all’improvviso una ragazza imbarazzata che ti chiede scusa è roba da ridere. E in questi casi anche una risata può aiutare“.