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Coltiviamo qualcosa di buono!

“Siamo donne, oltre alle gambe c’è di più”.   Sebbene mie care questa frase possa essere valida in ogni caso, mi rendo conto per alcune non sia poi così importante COLTIVARE questo “di più”. Ovviamente lungi da me dare il via ad una riflessione filosofica a riguardo, ma posso piuttosto parlarvi di quello che mi è vicino. È vero che un libro non si giudica dalla copertina, ma spesso guardandomi in giro vedo ragazzine o donne adulte seguire mode, perché di mode si parla, senza curarsi minimamente del perché o del per come quel determinato atteggiamento sia poi diventato di moda.

È una cosa ormai molto diffusa, vedere per strada ragazzi indossare indumenti punk rock o dark giusto per omologazione, senza neppure l’interesse di informarsi per capire da cosa sia nato qusto modo di vestire. Mi sono sempre schierata apertamente contro l’omologazione, che nel mondo del fashion diventa spesso mera moda priva di fondamento. In un mio pezzo dell’anno scorso ho apertamente criticato gli emo e i dark e, come prevedibile, sono stata ampiamente criticata da chi non ha capito che la mia riflessione, senza dubbio tagliente me ne rendo conto, non si riferiva al mondo delle tribù metropolitane, ma a chi si accosta a queste solo per moda.

La nostra città ci offre infiniti esempi di mera omologazione. Spesso ci si dimentica però che il vero glamour, la vera arte del vestire nasce da idee innovative. Vediamo per strada una ragazza con il maglioncino sulle spalle

e con le maniche legate dietro la schiena e il giorno dopo tutte le ragazze sono con il maglioncino sulle spalle con le maniche legate dietro e non pensiamo magari al fatto che la prima a farlo lo abbia fatto per evitare che le volasse in una giornata ventosa. Oppure portiamo la borsa bloccata a metà braccio (nel solco tra bicipite e avambraccio, giusto per capirci) senza sapere che non è nata come moda ma come una posizione antiscippo, perché tendendo il braccio piegato la borsa è più difficile da sfilare via. Eh già,chi l’avrebbe mai detto, quella che oggi è moda ha una sua ragione d’essere e spesso è stata addirittura “creata” con tutt’altro scopo rispetto a quello della semplice estetica.

Passiamo ora a trattare un argomento opposto, perché ho pronte paio di frecciatine. Potevo limitarmi ad attaccare solo le fashion victim? Assolutamente no! E su queste basi arriviamo di volata alla fashion killer di questa settimana, che vi descriverò senza ulteriori indugi. Oggi infatti vi parlo di una donna di mezza età alta u metro e una briciola con:

capelli biondo/giallo con invidiabilissimo taglio alla mocio Vileda, camicia bianca rigorosamente non sagomata,  gonna nera in stile sacco di spazzatura lunga fino ai piedi, tacchi alti che mi lasciano riflettere sul fatto che anche quella “briciola” in più di altezza fosse solo un’illusione ottica mal riuscita ed infine il pezzo forte: trench fuxia lungo al ginocchio.

Io ho detto tutto e penso che ogni parola a questo punto sarebbe solo di troppo. Baci mie care!