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Claudio, ferito due volte

Sabato, poco dopo mezzanotte, una sera come tante a Reggio Calabria. In via del Torrione, alle spalle del Teatro Comunale, in pieno centro. Claudio Toscano è con i suoi amici in un locale che ogni settimana mette in scena spettacoli con le Drag Queen e dove spesso l’Arcigay è stato ospitato con il proprio banchetto informativo.

Claudio è all’ingresso del locale, chiacchiera del più e del meno. Arriva un gruppo di ragazzi su una macchina e li offende apostrofandoli con aggettivi di rara eleganza. Tra questi, un classico: “ricchione di merda”. Poco dopo scendono dalla macchina, si avvicinano a Claudio e ai suoi amici con la chiara intenzione di provocarli. Nessuno reagisce, li ignorano. Uno dei tre ragazzi scesi dalla macchina colpisce Claudio con un pugno in pieno viso.

Poco prima delle 2 qualcuno chiama un volontario dell’Arcigay avvertendolo dell’aggressione. Intanto è arrivata la polizia. Pur ferito, Claudio insiste perché nel verbale si specifichi che è stato un attacco omofobo. Agli amici spiega: “non è per me che reagisco, ma per gli altri”. Poi l’ospedale, dove lo ricoverano con la diagnosi è di fratture multiple al naso e spostamento del setto nasale, perciò necessario ricovero.

Ed è qui, in un luogo dove avrebbe dovuto trovare

comprensione e rispetto, che subisce l’ennesima violenza. Durante la visita uno degli infermieri, quando ha saputo che Claudio è omosessuale, inizia a dargli conforto con frasi come “te la presento io una bella ragazza e poi vedi” e “ti porto da un bravo psicologo che ti guarisce”.

“La persona in questione -commenta l’Arcigay di Reggio Calabria- forse ha dimenticato, o mai ha saputo che dal 1973 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali mettendo nero su bianco che non è una malattia, non è nulla da cui dover guarire”. Ci domandiamo, al di là della forza di Claudio, quanto ancora dobbiamo subire, non solo da parte di persone ignoranti, grette e vigliacche, ma anche e soprattutto da chi è preposto e pagato per dare soccorso, che non sa nemmeno accogliere, e quindi gestire, casi di questo tipo. Claudio ieri sera è stato aggredito due volte”.

“Dopo i fatti preoccupanti che stanno segnando in maniera triste la vita di molti appartenenti al popolo LGBT, per ultimo il caso di Claudio Toscano (Femme Fatale) aggredito a Reggio Calabria -commenta Rosario Duca, presidente dell’Arcigay di Messina- ho deciso di chiedere al prefetto di Messina, che nel 2010 emanò  una circolare alle autorità militari per monitorare il territorio, di ribadire la stessa circolare perché rispetto a due anni fa questi casi sono sempre più numerosi”.