Città a secco, Ialacqua: “L’acqua è un diritto di tutti”

“L’acqua c’è, è quella dell’Alcantara ed è assurdo non poterla usare”. A dichiararlo l’assessore all’Ambiente Daniele Ialaqua, che aggiunge: “Il Bufardo-Fiumefreddo potrebbe essere la risposta  a breve per attenuare la crisi idrica di questi giorni (in questo senso si sta muovendo l’AMAM, che punta anche a potenziare i pozzi cittadini) ma non basta”.

L’emergenza idrica ormai è una costante e non fa notizia, a meno che un gruppo di cittadini non protesti, come nei giorni scorsi gli abitanti della cooperativa Zanche, che tra i tanti disagi hanno lamentato anche i rubinetti a secco da ben 15 giorni.

“E’ necessario aprire un fronte ampio –incalza Ialacqua- che deve vedere partecipi non soltanto la nostra città ma anche tutti quei comuni siciliani che stanno soffrendo la nostra stessa situazione, per richiedere da subito la riduzione della tariffa dell’acqua dell’Alcantara, l’approvazione della legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica (che prevede anche un contenimento delle tariffe per i cittadini) e la trasformazione di Siciliacque spa in una società pubblica”.

Lunedì prossimo Ialacqua sarà a Palermo all’assessorato all’Acqua insieme a una delegazione dei forum e degli enti locali che hanno sottoscritto la legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica per chiedere che Siciliacque spa torni in mani pubbliche e che la tariffa dell’Alcantara venga da subito ridotta.

Nei prossimi giorni sono previsti incontri con esperti del settore ed è previsto il coinvolgimento del Consiglio comunale e della deputazione locale.

Dopo le proteste

dei cittadini che ricevono l’acqua con il contagocce, l’amministrazione comunale si è attivata con l’Amam, che  ha confermato la diminuzione della portata del Fiumefreddo e l’avviamento di una ricognizione delle risorse idriche disponibili. Il Bufardo potrebbe essere una possibile soluzione a breve termine, ma questo non eliminerebbe i problemi, anche a causa di vecchi contratti che penalizzano Messina, alla tariffa di Siciliacque spa superiore a quella dell’Amam.

“Questa situazione assurda costringe oggi Messina a soffrire di sete nonostante gli sforzi ed i cospicui investimenti che in passato sono stati sostenuti con l’obiettivo di liberare la nostra città dall’incubo della sete –chiosa Ialacqua. Tutto ciò è inaccettabile. E’ pur vero però che l’opportunità di fare una battaglia comune in città per l’acqua era stata offerta in questi anni dai forum per l’acqua pubblica, ma è stata un’occasione fino ad oggi persa per la cecità di alcune forze politiche che hanno preferito puntare sulla privatizzazione della gestione dell’acqua con tutte le gravi conseguenze che oggi paghiamo.

I forum avevano per tempo segnalato infatti il pericolo che anche a Messina la spinta alla privatizzazione dell’acqua e l’attività che in tale direzione avevano assunto taluni ATO idrici, avrebbe fatto pagare un conto salato ai cittadini. Ed infatti ci troviamo così oggi a dovere pagare (anche come Comune di Messina) milioni di euro per l’attività a vuoto svolta dagli ATO idrici, mentre Siciliacque spa, una società mista con un socio privato come la multinazionale francese Veolia, pratica una tariffa elevata non solo per Messina ma per molti comuni che utilizzano le acque dell’Alcantara”.

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Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.

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