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Cinema. Un nuovo capitolo di Star Wars con “Rogue One”

rogue_one_siciliansÈ trepidante l’attesa dei fan per Rogue One, il nuovo episodio della saga di Star Wars che uscirà nelle sale italiane il 15 dicembre. Il film è stato ideato come uno spin-off: la trama prenderà le mosse poco prima degli eventi di Una Nuova Speranza, il primo leggendario film della saga, e si concentrerà su un gruppo di spie ribelli intente a scovare i piani della temibile Morte Nera. La pellicola sarà tra l’altro – in un mondo in cui l’abbondanza va di moda- la prima di una trilogia denominata Star Wars Anthology, incentrata sull’approfondimento di tematiche e personaggi appartenenti alla saga classica da noi tutti conosciuta. Come se non bastasse, la trilogia si alternerà a quella ufficiale già in corso, di modo che le sale siano inondate da spade Jedi e astronavi ogni anno fino al 2020.

L’universo fantastico ideato da George Lucas continua ad espandersi sotto l’egida della Walt Disney Company, che ne ha acquistato i diritti nel 2012. La catena di montaggio mediatica messa in moto da un merchandising senza pari non accenna a far riposare i propri pistoni. Una vera industria ormai quella di Star Wars, i cui processi sono stati ovviamente favoriti dal primo film della saga, che può essere considerato a tutti gli effetti fautore di una vera e propria Rivoluzione Industriale in campo cinematografico.

Era il 1977 e Una Nuova Speranza sconvolgeva la settima arte non solo per la trama visionaria e innovativa, ma soprattutto per il suo comparto tecnico. Fu usata per la prima volta in massicce dosi la computer grafica e si sperimentò con successo il Dolby Stereo, il sistema sonoro multipista adesso presente in tutte le sale. Star Wars aprì la strada a un nuovo modo di fare cinema a Hollywood, dove gli effetti speciali elaborati al computer abbondano e le vecchie tecniche artigianali decadono, e sconvolse anche i vecchi assetti critici e intellettuali sullo statuto del cinema e sulle sue diverse fruizioni, venendo difatti accomunato come il primo prodotto cinematografico appartenente alla controversa corrente del postmoderno.

Lo spettatore entra nel mondo fantastico di Star Wars immergendosi in un bagno di sensazioni, prendendo a prestito una famosa frase di Jean Baudrillard, causato dal dirompente uso di effetti speciali, registici e sonori che lo circondano e lo trasportano dentro la storia. L’opera di George Lucas si inserisce in un mondo dove la tecnologia si fa sempre più pervasiva e la realtà incomincia a sostituirsi e a confondersi alla sua rappresentazione digitale.

Sono passati 39 anni e ormai la grande novità è stata impacchettata in un efficiente e nostalgica produzione di serie. Star Wars: Il Risveglio Della Forza (2015), che ha segnato il ritorno della saga, ha avuto il terzo miglior incasso della storia del cinema. E non importa se la qualità dei prodotti si abbassi palesando un carente livello di idee: quello di Guerre Stellari è un brand, è cool ed è conosciuto da tutti. Ed è questo l’importante.

Alessio Morello

Nato in Sicilia, adesso studente di cinema al DAMS di Roma. Divide le sue giornate fra introversione ed estroversione, vecchi film perduti, nuovi film sperduti, musica e lettura, il tutto rigorosamente mentre strimpella note discordanti alla chitarra. Si crede un esistenzialista con svariati dubbi universali in testa, che talvolta finisce per annegare nella baldoria di qualche pinta di troppo. Un pessimista pessimo. Vorrebbe differenziarsi e sfuggire dalla massa, ma forse è la massa che fugge da lui. Ponderato e istintivo al contempo, quando chiude gli occhi sogna fotogrammi in bianco e nero con un sottofondo rock 'n' roll.