Ciclone Harry, Dafne Musolino (IV): “Riattivare Italia sicura”

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Dafne Musolino, senatrice IV

ROMA. Un ripensamento radicale sulla distribuzione degli abitanti costieri e sulle opere di difesa del territorio e la riattivazione dell’unità di missione “Italia sicura”, con le funzioni e prerogative originariamente previste, per realizzare interventi di messa in sicurezza e prevenzione del rischio idrogeologico. Sono alcune delle richieste messe nero su bianco nell’interrogazione presentata dalla senatrice di Italia Viva Dafne Musolino insieme agli altri senatori di IV, dopo le devastazioni provocate dal ciclone Harry in Sicilia, Calabria e Sardegna.

“È urgente che il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare (Nello Musumeci, ndr) si attivi con rapidità per sollecitare lo stato di emergenza nazionale per la Sicilia, interloquendo inoltre con il presidente della Regione Renato Schifani, per lo stanziamento di risorse e dei mezzi necessari per la messa in sicurezza dei territori colpiti e per il ripristino dei collegamenti vitali per la popolazione. La devastazione del ciclone Harry -prosegue la senatrice- impone un ripensamento radicale. La sicurezza dei territori non può continuare a essere promossa tramite provvedimenti tampone legati alle emergenze contingenti: sono necessarie opere di pianificazione strutturale che garantiscano la sicurezza dei cittadini di fronte a eventi climatici sempre più estremi”.

Nell’interrogazione, Italia Viva chiede “se il Governo intenda deliberare lo stato di emergenza per la Regione Siciliana a seguito della devastazione causata dal ciclone Harry, la quale sta comportando l’isolamento di buona parte cittadini siciliani ed estremi disagi al sistema dei trasporti, se i ministri in indirizzo, in coordinamento con la Regione, intendano stanziare risorse economiche e i mezzi necessari per la messa in sicurezza dei territori siciliani colpiti e per il ripristino dei collegamenti vitali per la popolazione e quali misure prevedano di promuovere per la messa in sicurezza e la prevenzione del rischio ecologico“.