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Ciclo Teatro Bellini story, in scena su streaming la “Carmen” di Bizet

CATANIA. “Teatro Bellini Story” non si ferma. Ora tocca infatti alla danza con un appuntamento in diretta streaming gratuita per il prossimo mercoledì alle 18,30 con la versione coreografica di “Carmen”, una produzione del Balletto di Milano diretto da Carlo Pesta andata in scena al Bellini nel novembre del 2017. La coreografia è firmata a quattro mani da Agnese Omodei Salè e Federico Veratti, la scenografia è di Marco Pesta, i costumi di Federico Veratti. Sul podio a dirigere l’Orchestra del Teatro il maestro Gianmario Cavallaro, direttore musicale del Balletto di Milano. Alessia Campidori è Carmen, mentre Alessandro Torrielli impersona il Destino. Don José, il torero Escamillo e Micaela sono interpretati rispettivamente da Alessandro Orlando, Federico Mella e Marta Orsi. Lo spettacolo segnò anche il debutto nella propria città per i giovani danzatori catanesi Germano Trovato e Ivan Maimone. Poche opere hanno avuto tanta fortuna quanto la “Carmen” di Bizet, un capolavoro che ha visto numerose riletture in forme artistiche diverse dalla lirica: cinema, musical, danza. Il Balletto di Milano presenta una versione ispirata alla novella di Prosper Mérimée e all’omonima opera di Bizet che apre a nuove interpretazioni senza tradire la tradizione e avvalendosi di una modernizzazione della messa in scena e dello stile. Carmen è senza dubbio uno dei personaggi più forti nella storia dell’opera lirica e nell’immaginario collettivo è l’incarnazione della femminilità e della seduzione. Bella e anticonformista, passionale e desiderata, sfida chiunque voglia sottometterla usando il suo fascino e la sua personalità per ottenere tutto ciò che desidera. Mossa dall’amore per la libertà e l’indipendenza, resterà incondizionatamente fedele a se stessa, anche se consapevole che questo la condurrà alla morte. Carmen è infatti una gitana, una zingara che crede nel destino che ha letto nelle carte, ma non esiterà a sfidare per l’ultima volta José, l’uomo che ha piegato a se stessa, pur sapendo che egli la ucciderà. E così nella Carmen del Balletto di Milano il Destino assume un ruolo determinante, conducendo la vicenda e svelandosi man mano attraverso i simboli delle carte: amore, tradimento, morte. Come tre sono i colori che indossa: bianco per l’amore, rosso per la passione, nero per la morte. Presenza costante, il Destino mette sulla strada della bella Gitana prima Don José e poi Escamillo, le è accanto nel farle seguire il cuore, le svela la morte imminente in un avvincente faccia faccia sulle note dell’Habanera. Il celebre brano in cui Carmen appariva prima spavalda e seducente, la vede ora abbandonarsi nelle braccia di colui che presto la porterà con sé. Bandito e assassino e poi vittima come nella novella o l’ingenuo soldato dell’opera che perde la testa fino all’autodistruzione? Don José è comunque folgorato da Carmen sin dal primo incontro. Per lei è stato degradato, è diventato disertore, brigante, assassino. Ossessionato dall’idea di perderla non ha esitazioni nell’ucciderla. Come nell’opera, il torero Escamillo e Micaela sono gli altri interpreti principali di un balletto ricco di coreografie coinvolgenti: dagli appassionati pas de deux alle tante e vivaci danze d’assieme di gitani, soldati e sigaraie realizzate sulle stupende musiche di Bizet, non solo tratte dall’omonima opera, ma anche dalle due suites e dall’Arlesienne n. 2. Sonorità che enfatizzano la vicenda e il clima d’energia e passione che si ritrova anche nell’allestimento in cui convivono tradizione e modernità.