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Chiude il Teatro Stabile Zancle, ma la storia continua

Il freddo e i paradossi sono le costanti di questa città, almeno negli ultimi tempi. Non si ha bisogno di spiegazioni per la prima costante, ma forse la seconda qualcosa reclama.

E’ il 23 febbraio quando al Teatro Stabile Zancle di viale  Principe Umberto all’inizio dello spettacolo “La patente & altre istruttorie” il direttore artistico Mimmo Giuliano annuncia l’interruzione della stagione teatrale e della VI edizione della Rassegna Teatrale Zancle – Premio Adolfo Celi causa chiusura.

Una vicenda particolare della quale Giuliano, con la voce rotta dall’emozione e dal rammarico, ci racconta i retroscena. “Sono un ex bancario e ho sempre avuto la passione per il teatro. Sei anni fa, grazie al supporto della nipote di Adolfo Celi, ho promosso questa rassegna teatrale per dare forza ad un settore che, come in molte altre città sta vivendo un momento di crisi. Quest’anno abbiamo fatto 18 spettacoli. Siamo stati gli unici a Messina e ne sono orgoglioso. A prezzo di enormi sacrifici ho risollevato una struttura praticamente abbandonata,ammodernandola in ogni sua parte e mettendola quanto piu possibile a norma”.

Ma allora da dove nasce la decisione di chiudere? “A mio avviso si sfiora l’assurdo -spiega Giuliano. Tutto

nasce da un esposto, rigorosamente anonimo, presentato con queste parole a ben 7 enti, in particolare all’ufficio specifico della Questura, ai Vigili del Fuoco ed alla Procura della Repubblica: “Sono un amante del teatro ed ho assistito al Teatro Zancle ad uno spettacolo e mi sono chiesto: la sedia su cui sono seduto è ignifuga, le uscite di sicurezza sono adeguate, l’impianto elettrico è a norma?” invitando le autorità a verificare.

Questo ha dato il via ad alcune reazioni a catena che mi impediscono di procedere con l’attività, per il semplice fatto che per quanto io mi sia impegnato per fare tutto sempre in regola non posso giurare di aver verificato tutto. Però mi indigna essere stato preso di mira da questo amante del teatro o pseudo tale, perché noi facciamo del nostro meglio e negli altri teatri sfiderei chiunque a trovare tutto conforme alla legge. Forse davamo fastidio a qualcuno, non lo so”. Quando gli chiediamo cosa farà adesso, Mimmo Giuliano risponde: “Cercherò un’altra struttura dove continuare la mia rassegna, anche se la strada è in salita per via dei costi e delle fatiche che dovrò fare. Ma non voglio arrendermi perché Messina merita di più. Merita una cultura che non può soccombere e che deve restare in piedi. Siamo stati umiliati troppe volte, se non reagiamo dove finiremo?”.