Cessione del credito senza prove: il Tribunale annulla atto di precetto da 151mila euro

Guardia di Finanza Patti 1Il Tribunale di Patti, con sentenza depositata in data odierna, ha annullato un atto di precetto dell’importo di € 151.772,08, accogliendo integralmente le difese presentate dalla parte intimata, rappresentata dall’Avv. Roberta Biondo. La professionista ha eccepito, tra le varie contestazioni accolte dal giudice, anche la mancanza di titolarità del credito vantato dalla società cessionaria.

«Non è la prima volta – spiega l’Avv. Biondo – che nell’ambito delle operazioni di cessione in blocco dei crediti ex art. 58 TUB, banche o società similari, in qualità di cessionari, reclamino pagamenti da presunti debitori senza aver adempiuto agli obblighi di legge che garantiscono trasparenza e legittimazione dell’azione di riscossione».

Il caso esaminato dal Tribunale rientra infatti in un ambito sempre più diffuso, in cui i soggetti cessionari – talvolta società specializzate nel recupero crediti – agiscono senza aver fornito prova adeguata della legittima titolarità del credito.

L’avvocato Biondo sottolinea l’importanza della verifica preventiva da parte dei debitori ceduti:
«È fondamentale – conclude – che i soggetti ai quali vengono richiesti pagamenti da parte di presunti nuovi creditori, prima di eseguire qualsiasi versamento, accertino la regolarità della cessione e la legittimazione attiva del soggetto richiedente, come previsto dalla normativa vigente».

Questa pronuncia del Tribunale di Patti rappresenta un importante precedente a tutela dei debitori, spesso coinvolti in complesse dinamiche di cessione del credito non sempre accompagnate dalla dovuta trasparenza.

Carmelo Amato

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