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Cerreti scrive a Crocetta: Messina è al collasso sociale, mandi via Croce e mandi un altro commissario

La protesta di questa mattina davanti alla Prefettura dei lavoratori dei Servizi sociali (Foto Dino Sturiale)
“Crocetta deve liberare Messina da questa Croce”. Un conto sono i toni, per quanto forti, utilizzati nel comunicato stampa e altro è quello che il consigliere provinciale del Movimento Liberi Insieme Roberto Cerreti dice poco prima di mandare alle redazioni la lettera aperta che ha scritto al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta per chiedergli di mandare via il commissario straordinario del Comune di Messina Luigi Croce.
Fatti due calcoli, in sei mesi l’ex Procuratore Generale ha provocato più proteste e manifestazioni di lavoratori disperati di chiunque altro dei suoi predecessori.
Neanche l’ex sindaco Giuseppe Buzzanca nei suoi momenti d’oro è riuscito ad avere il Comune sotto assedio un giorno sì e l’altro no. “Il problema di Croce è che si continua a comportare da magistrato -dichiara Cerreti- ma una città al collasso economico ha bisogno di qualcuno che sia esperto di amministrazione, non di un poliziotto”.
A fare traboccare il vaso, la decisione di Croce di sospendere i servizi sociali in attesa che i bandi siano pronti. “Quanto avvenuto negli ultimi giorni nell’amministrazione della cosa pubblica messinese -scrive Cerreti a Crocetta- con i cittadini che hanno dovuto subire un arresto dei servizi di assistenza domiciliare ai portatori di handicap ed agli anziani per mandato del commissario straordinario del Comune Luigi Croce, deve far riflettere attentamente uomini delle Istituzioni, Sindacati e Cittadini, rispetto ad una situazione di depressione sociale senza eguali nella storia della democrazia sul nostro territorio.

Presidente, a nulla valgono le diverse scuse e giustificazioni che dal Comune alla Regione Siciliana, rimbalzano sui media, circa la situazione deficitaria del Municipio o le manchevolezze del Dipartimento dei Servizi sociali che per tempo non è riuscito a produrre opportuni bandi, così da evitare il provvedimento commissariale di sospensione.

style="text-align: justify;">L’azione scorretta e inopportuna posta in essere dal Commissario comunale, che non ha ritenuto necessario preavvisare cittadini ed operatori sociali creando così disservizi e malumore, lascia più il retrogusto di una scelta politica, che non il sensato gesto di Amministratore che realmente vuole tutelare la 13° città d’Italia.

Una città che negli ultimi 10 anni è sempre stata esposta al ludibrio mediatico, con amministratori che non sono mai riusciti a tutelarne né l’immagine n’è tantomeno l’operatività, ma che mai come nell’epoca del commissario Croce, tocca il fondo del barile addirittura togliendo anche la speranza ai cittadini.

Certo, alla grossa manifestazione di oggi del Movimento spontaneo dei dipendenti dei Servizi sociali, ci sarebbero dovute essere molte più persone e non solo 400 lavoratori del settore e le sigle sindacali, ma questo rientra nella cultura di una città che storicamente è stata costretta a subire sempre e comunque scelte scellerate a tutti i livelli, perdendo in qualche caso, lo spunto democratico della contestazione partecipata, anche se mi auguro, senza mai abbandonare la speranza di un futuro diverso.

Foto Dino Sturiale

La presente vuole essere l’atto di un cittadino messinese e di un rappresentante delle Istituzioni, che sente il bisogno di denunziare, senza alcun timore reverenziale nei confronti soprattutto di chi non è stato scelto dal popolo, la disastrosa gestione della Cosa Pubblica operata dall’attuale Commissario straordinario, chiedendo a Lei presidente, che molto deve al territorio messinese, un gesto immediato di speranza per la nostra comunità, l’immediata rimozione dall’incarico dell’attuale commissario del Comune di Messina Luigi Croce, con la sostituzione dello stesso con persona amministrativamente più solida e soprattutto con sensibilità sociale diversa.

Sono convinto, avendo modo di conoscerla, che coglierà l’occasione, soprattutto in un momento in cui la politica dei partiti tace imbarazzata, per far dimenticare anche le promesse sin’ora non mantenute dal Governo Regionale, attivandosi immediatamente per evitare che i prossimi 60 giorni, siano i più lunghi della storia repubblicana di Messina”.