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C’eravamo tanto amati

Convoco le mie amiche per un the pomeridiano che fa tanto Mrs Marple, ma a gennaio ce lo possiamo anche permettere. Metti cinque donne, cinque passati e/o trapassati amorosi, una crostata alle mele e chiodi di garofano, le tazze quelle del servizio buono e Sex in my city è bello che fatto.

Tutte noi, almeno una volta nella vita (magari fosse solo una), siamo state la parte “lesa” della coppia, quelle lasciate cioè. Abbandonate. Mollate. Liquidate. Alcune con regolare foglio di via, altre senza nemmeno un ciao. Signore care, se anche Carrie Bradshaw è stata mollata con un post-it, non possiamo meravigliarci quando analoga sorte tocca a noi.

Infatti, a meno che l’uomo che lascia non sia un feticista dell’ultima parola (nel qual caso, prima di congedarsi dalla dimensione a due, terrà un composto quanto pacato speech d’addio), le donne lasciate restano sempre in credito di verità. La maggior parte delle donne reputa poco educato che l’uomo lasci per sms o per mail (più che poco educato, direi senza stile).

Tuttavia, nell’era del duepuntozero il messaggino o le due righe in posta elettronica sono il modo più usato per dire “è finita”. Sono una donna e, in quanto tale, sono molto poco tollerante verso le altre donne, in special modo verso quelle che, acclamando per forza le quote rosa, si autorelegano di default nelle categorie protette.

Pertanto questo è uno speciale endorsement per quante non credono all’apologo contenuto ne “La verità è che non gli piaci abbastanza”.

Noi donne dovremmo comprendere che, come l’innamoramento quando arriva non ha bisogno di presentazioni, anche la fine di un qualsivoglia rapporto uomo/donna non necessita per forza di un esplicito commiato.

Esistono dei banali modi di agire, che il Torrente-Schlesinger definisce comportamenti concludenti, che non hanno bisogno di spiegazioni né di saluti né di un ultimo frame con scritto “The end”. Se non chiama, se non risponde, se si nega e non vi cerca più è del tutto improduttivo stare lì a fare l’analisi logica e grammaticale del comportamento, no? Tuttavia, troppe volte, ho visto donne concentrate nella dietrologia del me lo deve dire chiaro, per poi singhiozzare avvilite quando riescono ad ottenere la lapidaria e ferale frase d’addio.

Signore, vi prego, non cedete alla tentazione di divenire tourettiche se il vostro, ormai ex, amante sparisce dalla vostra vita senza dire una parola. Prendetene atto. Ché non sempre una fine ha bisogno di parole. Lasciare, lasciarsi, essere lasciati sono tutti tempi fisiologici dello stesso verbo: tutte/i li abbiamo coniugati, ma non sempre nel modo adatto.