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L’Amministrazione Accorinti a confronto con i cittadini

I sostenitori di Accorinti quando c'è stata la certezza del ballottaggio

Sono quasi le tre del pomeriggio ma il sindaco, gli assessori ed anche il neo segretario comunale Antonio Le Donne sono ancora nel salone delle Bandiere di Palazzo Zanca ad ascoltare i cittadini rimasti fino alla fine all’incontro pubblico convocato per fare il punto dei primi cento giorni dell’amministrazione Accorinti. Sono qui a raccoglierne dubbi, interrogativi, richieste.

Il sindaco l’aveva promesso fin dalle prime battute della campagna elettorale e l’ha ripetuto anche in quest’occasione.

“Il cittadino è al centro dell’azione amministrativa. La partecipazione di tutte e tutti , il dialogo , l’abbattimento di ogni barriera- fisica e non- fra amministratori e amministrati” resta ostinatamente  il segno distintivo della sindacatura di Renato Accorinti.

Ecco quindi che un appuntamento tipico dell’era dei media – quello dei cento giorni- diventa, nelle intenzioni del primo cittadino solo il primo di una serie di incontri che ogni “cento giorni” circa segnerà le tappe di un confronto costante con gli abitanti della città dello Stretto, perché per Renato Accorinti l’attività amministrativa continua ad essere innanzitutto “l’educazione ad assumersi collettivamente la responsabilità di cambiare le cose”.

Per questo, la prima delle risposte che i membri della Giunta hanno dato alle numerose domande che sono arrivate al microfono riservato al pubblico è stata quella che l’assessore alla mobilità urbana Tanino Cacciola ha riservato a un lavoratore dell’ATM e sindacalista dell’UGL Carmelo Altadonna, che si è reso protagonista di una forte contestazione rivolta direttamente al sindaco, per via dei troppi stipendi non pagati dall’Azienda trasporti a fronte delle mensilità finalmente incassate dagli operatori di Messinambiente.

Cacciola è entrato nel merito del disastro amministrativo e contabile del trasposto pubblico ricordando come la sua causa sia da ricercarsi nella assoluta mancanza di chiarezza dei bilanci esibiti dalle precedenti gestioni. “I contributi della Regione sono stati bloccati essenzialmente perché il chilometraggio dei mezzi dichiarato da chi c’era prima di noi è sotto inchiesta ed è risultato non essere credibile agi occhi di chi ha la responsabilità  di controllare la correttezza dei conti” ha precisato. Aggiungendo che, comunque, oggi il rapporto con la Regione è molto più stretto. “Ci vediamo ogni settimana e questo permetterà di portare a compimento importanti progetti, dall’acquisto di nuovi mezzi all’integrazione ATM, Metroferrovia, Metromare.

La necessità di chiarire una volta per tutte le condizioni drammatiche in cui  l’attuale amministrazione ha trovato la città è stata al centro di tutti gli interventi degli assessori.

“Ho quasi paura ad aprire le carpette che mi ritrovo in ogni angolo dell’ufficio”, ha sorriso con la sua consueta ironia Daniele Ialacqua, responsabile per l’Ambiente, “non vorrei saltasse fuori qualche altro debito di Messinambiente”.

justify;">Poi, più seriamente, ha risposto a una domanda su modi e tempi di passaggio alla raccolta differenziata spinta e al riciclaggio dei rifiuti ricordando le tappe del suo progetto già presentato alla stampa e le modalità attraverso cui  si incentiveranno i cittadini a farla, nonostante le troppe rigidità fiscali previste dal quadro normativo vigente non rendano semplice premiare gli utenti virtuosi con significativi sconti sulle tariffe.

Stessi toni per Mantineo, De Cola, Cucinotta, Todesco, Signorino e Panarello. Si parla di piano regolatore, città accogliente con i migranti, servizi sociali, con un’attenzione particolare alla condizione dei lavoratori della riabilitazione motoria, minacciati dalle scelte di privatizzazione dei servizi socio-sanitari fatte dalla Regione.

Ci si ricorda dei  disastri urbanistici come quello del complesso Casa Nostra, i cui inquilini seguono con attenzione ogni passaggio di questo primo provvisorio bilancio amministrativo e non si accodano alle contestazioni, malgrado le incertezze sul proprio futuro abitativo.

Antonio Le Donne, neo Segretario generale e City manager, ha illustrato con grande rigore la scelta di fondere in una sola figura le funzioni di Direttore generale e Segretario comunale per garantire il conseguimento dell’obiettivo primario di ogni buona amministrazione: massimizzare l’efficacia dei servizi resi al cittadino.

E’ la macchina amministrativa, secondo Le Donne, ad avere la responsabilità della gestione diretta di questi ultimi ed è essa a dover essere “chiamata a rispondere direttamente del  loro funzionamento”, mentre la guida politica del Comune deve “come un rabdomante, individuare i bisogni che la società esprime, progettare soluzioni che li soddisfino, esercitare il controllo sulla loro realizzazione, che tuttavia è di esclusiva competenza dei tecnici”.

Una lezione di diritto amministrativo, quella di Le Donne, che nei fatti respinge al mittente con sobrietà le polemiche, anche strumentali, che hanno accompagnato i primi passi della Giunta Accorinti, tacciata di dilettantismo, approssimazione, inefficienza, spesso proprio da quegli stessi ex amministratori che troppe volte hanno chiuso gli occhi di fronte ai disastri accumulati nel corso di decenni di vita politica, nel migliore  dei casi intorpidita quando non complice di ogni sorta di abusi e mancanze.

Gli applausi che hanno sottolineato i passaggi più significativi di ogni intervento, le domande sempre puntuali, quasi sempre aliene dalla polemica per la polemica, la stessa presenza attenta di tanti cittadini fino a tarda ora, testimoniano una connessione sentimentale fra la città e i suoi amministratori ancora salda e senza precedenti significativi nella storia di Messina.

Le migliaia di segnalazioni, di richieste, di lamentele alle quali è comunque difficile rispondere qui e ora sono forse il cambiamento finora maggiormente percepibile, quello da città babba, passiva sempre e comunque, a laboratorio di un cambiamento comunque iniziato e , si spera, irreversibile.

“Errori ne abbiamo fatti e ne faremo ancora” ammette Renato Accorinti. Ma la strada da fare è tanta e quelli messi insieme fino ad oggi sono soltanto i primi “cento passi”.