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Celentano e la finta realtà

Il Molleggiato mette sempre in riga tutti ad ogni uscita discografica o apparizione tv.

Anche questa volta è così per uno dei monumenti, insieme a Mina, della musica italiana. A quattro anni di distanza da “Dormi amore, la situazione non è buona”, dovremmo essere ormai nel sonno profondo già da un pezzo in quanto la situazione non solo non è buona, ma è anche peggiorata. Il nuovo album “Facciamo finta che sia vero” disegna perfettamente il clima della realtà italiana di oggi.

Molti han sempre considerato Celentano come un profeta. Probabilmente l’appellativo adatto è quello di attento osservatore della realtà che ci circonda. Distante dai comuni mortali e ben protetto nel suo eremo, Celentano si presenta con un album molto più grintoso del precedente.

Se per molte affiatate coppie musicali il distacco o il “divorzio” portano spesso a  carenze di idee, questo primo disco che vede l’assenza della coppia Mogol-Bella ormai consolidata dal 1999 nella produzioni di Celentano, non sembra minimamente soffrirne. Il prodotto, come già detto, è grintoso, energico, ironico e musicalmente ispirato come non mai. Si avvale anche delle collaborazioni dell’onnipresente Giuliano Sangiorgi (che ha scritto due brani anche

per Mina per l’ultimo album Piccolino), di Battiato, Nicola Piovani e  Jovanotti.

Niente male! I risultati sono ottimi e il messaggio sociale e politico è chiaro: siamo stanchi di fingere che tutto vada bene e di ascoltare le eterne bugie di chi governa senza la minima volontà di ascoltare. Ma al di là dei disagi su cui riflettere, sembra proprio che non si capisca quale possa essere la soluzione ai nostri tanti problemi. Persino il Molleggiato  canta di non saper più cosa fare. Il disco scivola piacevolmente brano dopo brano dando l’impressione di non essere mai abbastanza.

Come una succulenta portata della quale, arrivati alla fine, se ne vorrebbe ancora. E questo disco ci lascia affamati di altre canzoni. L’ultimo brano, “Il mutuo”, è scritto interamente da Celentano: “Basta mettere una firma sul mutuo e diventerai un bel padrone… del nulla”. Chi non si riconosce in questa frase?!

74 anni di vita , 52 di carriera e ancora una grande voglia di stupire, di gridare i disagi della gente comune ed i sentimenti puri. Sanremo o non Sanremo ? All’indomani delle polemiche tra Celentano, Mazzi e la dirigenza Rai è ancora la voglia di chiarezza di Adriano a fare i titoli delle prime pagine. Se Adriano calcherà il palco dell’Ariston lo scopriremo solo vivendo, cantava qualcun altro.