C’è gente talmente povera che non ha nient’altro che il denaro

Giulia Arcovito

È passato un anno da quando Renato Accorinti è stato eletto sindaco di Messina.

Fuori da qualsiasi schieramento politico o pregiudizio (curioso come spesso le due cose coincidano), vorrei passare in rassegna i tre elementi di novità più importanti, almeno secondo me, che il nuovo sindaco peace&love ha portato con sé.

Tre cose che vengono prima, sia a livello di importanza che a livello strettamente cronologico, come base di qualsiasi cambiamento che possa durare nel tempo.

E sono tre cose immateriali, tre piccoli passi mentali che, fossero anche l’unica cosa a restare di questo singolare periodo, sarebbero già un enorme passo avanti per la messinesità.

1. LA SOSTANZA È PIÙ IMPORTANTE DELL’APPARENZA Almeno a Palazzo Zanca è stata abolita la selezione all’ingresso. Non è più la camicia bianca con le iniziali a darti dignità o rispettabilità, ma quello che sei, fai e pensi. Anche se, parafrasando Nino D’Angelo, preferisci ‘nu jeans e ‘na maglietta.

2. IL MONDO NON È FATTO DI SOLO CATTOLICESIMO Non succede tutti i giorni di vedere una foto del Dalai Lama sulle pagine dei quotidiani messinesi. E probabilmente non sarebbe mai successo. Messina è una città tanto religiosa

ma così poco spirituale. Più che di fede si tende a parlare di fedine penali. E far passare il messaggio “esistono punti di vista diversi, che però possono semplicemente coesistere prendendo il meglio da ognuno” non è affatto una cosa da poco.

3. SI PUÒ (ANZI SI DEVE) DARE DEL TU ALLA POLITICA In questi mesi ho gioito sentendo gente imprecare contro Renato (non “u sinnacu”, non “u Comuni”, ma proprio Renato) dopo essere inciampata su quelle che a Messina sono il corrispettivo delle stelle sui marciapiedi della Hollywood Walk of Fame: le buche di piazza Cairoli. E al di là dei problemi che senza dubbio ci sono e vanno piano piano risolti, penso che anche le proteste urlate dei lavoratori nei corridoi di Palazzo Zanca siano un segno di vicinanza alla politica (nel suo senso più puro di “vita della città”) che a Messina mancava da un pezzo.

Ecco perché questa mi sembra la canzone più adatta al primo anniversario dell’amministrazione Accorinti. Se posso permettermi, mi sembra anche molto in linea con la citazione di Federico Fellini che il nostro attuale sindaco ha riportato sul suo biglietto da visita, e cioè: “L’unico vero realista è il visionario”. O no?

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