CCIAA bloccata e dal 4 giugno solo ordinaria amministrazione

La Camera di Commercio di Messina

Da due settimane la Camera di Commercio di Messina è paralizzata. L’ultima presidenza risale al 2012, quella di Nino Messina (in quota Confcommercio), e visto che all’attuale commissario straordinario Franco De Francesco la Regione Sicilia ha prorogato tutto il prorogabile, sembra che a Palermo adesso siano orientati a pubblicare un nuovo bando per la selezione del Consiglio camerale, dal quale discenderanno poi gli altri organi apicali dell’ente.

Fallita in un vortice di ricorsi e proteste la tornata precedente per la nomina dei componenti il Consiglio, quella dell’aprile del 2012, a causa di una nuova procedura sulla quale la stessa Regione non è riuscita a fare chiarezza fino all’ultimo, numerose associazioni hanno commesso errori nella predisposizione della documentazione e sono state eliminate. Tra queste, anche tutte le rappresentanze degli artigiani.

Un fatto senza precedenti che rende ovviamente impossibile procedere, perché alla categoria artigianale spettano ben 4 seggi in Consiglio, che senza questa rappresentanza sarebbe incompleto.

Dopo due anni di rinvii apparentemente ingiustificati (non è necessario essere esperti di diritto per avere ben chiaro che tutte le categorie devono sedere nell’organo consiliare) e di ricorsi da parte di alcuni esclusi che hanno avuto come logica conseguenza l’intervento della magistratura, alla fine la Regione Sicilia parrebbe intenzionata (comunicazioni ufficiali non ce ne sono per il momento, solo rumors palermitani) a ripartire da zero con un altro bando.

Per associazioni che da sole o in apparentamento con altre hanno superato la prima fase, si tratterà di una pura formalità, tutte le altre avrebbero invece l’opportunità di presentare la documentazione corretta e così il Consiglio sarà al completo con i suoi 6 seggi alla categoria del commercio, 4 a industria e, appunto, artigianato, 3 ad agricoltura, 2 a trasporti e spedizioni, servizi alle imprese e rappresentanza della Provincia regionale e uno a testa a sindacati, servizi alle persone, credito e assicurazioni, turismo, associazioni di tutela dei consumatori e cooperative, così come recita lo statuto approvato con decreto assessoriale il 23 maggio 2007.

Intanto però, mancando il vertice (presidente o

commissario), alla Camera di Commercio di Messina non c’è  nessuno che possa ricevere dalla Regione Sicilia la notifica dell’annullamento del bando del 2011 e di quello nuovo del 2014.

“Sono in attesa di ricevere indicazioni da un momento all’altro –ci ha dichiarato nei giorni scorsi l’ex commissario De Francesco. Per quanto ne so mi confermeranno, magari come commissario ad acta”. Intanto i giorni passano e da Palermo non arrivano notizie, come conferma anche il segretario generale Enzo Musmeci.

Il nuovo bando è indispensabile per assegnare i posti in Consiglio, dove ciascuna categoria ha diritto ad alcuni seggi. Come detto, alcune associazioni partecipano da sole, altre in apparentamento. Una volta arrivata da Palermo la conferma delle nomine, il Consiglio Direttivo voterà la Giunta, che a sua volta esprimerà la presidenza.

E visto che la stella del presidente di Confcommercio Sicilia Pietro Agen è tornata a brillare, non è escluso che ancora una volta la poltrona più importante dell’ente messinese se lo aggiudichi la Confcommercio.

Ivo Blandina, ex presidente di Confindustria Messina e attuale vicepresidente di Confindustria Sicilia, indicato in tempi non sospetti come possibile presidente, potrebbe essere fuori dai giochi.

Inquisito per truffa ai danni della Regione Sicilia insieme ad altre persone alla fine del 2012, il 2 ottobre dell’anno scorso Blandina è stato rinviato a giudizio.

Ma per le norme che regolano le Camere di Commercio i presidenti non possono avere subito delle condanne e far convergere i voti della Giunta su Blandina, che potrebbe essere condannato e quindi essere costretto a lasciare l’incarico, sarebbe troppo rischioso per la stabilità dell’ente, sul quale pende anche la spada di Damocle della riforma Renzi, che intende cassare la rappresentanza politica.

Se questo progetto dovesse passare, allora tutti a casa. La Camera di Commercio di Messina, così come nel resto d’Italia, diventerebbe un ente tecnico e non è detto che questo sia necessariamente un male.

La riforma di Renzi è ancora alle prime battute e se fosse trasformata in legge dovrebbe comunque essere recepita dall’Assemblea Regionale Siciliana.

In ogni caso, fino a quando la Regione non procederà alla conferma, se fosse possibile, di De Francesco o invierà un nuovo commissario, la Camera di Commercio di Messina è paralizzata e può gestire solo l’ordinaria amministrazione.

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