#Catania. SAEM: “Stop al vecchio PRG, serve un Piano rigeneratore”
Un’inversione di tendenza. A chiederlo architetti, ingegneri e costruttori nel corso del SAEM, il Salone dell’Edilizia del Mediterraneo, organizzato dagli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri e dall’ANCE di Catania.
“La capacità di ridefinire l’esistente non è un elemento filosofico ma una vera e propria categoria economica, allo stesso modo della fiducia, dell’energia, della conoscenza, del legame al territorio. Sono questi i fattori da cui nascono le sfide per lo sviluppo, e con questi si decreta il successo” ha dichiarato l’economista Elita Schillaci.
Al tavolo dei relatori i presidenti Nicola Colombrita di Ance Catania, Giuseppe Scannella dell’Ordine Architetti e Santi Maria Cascone dell’Ordine Ingegneri.
Nell’introduzione ai lavori, Cascone ha “auspicato un patto forte tra professionisti, imprese e amministrazioni. Il progetto della città esistente è l’obiettivo da perseguire per i prossimi anni, con interventi sulla mobilità, sul verde, sul costruito. Si tratta di priorità che i cittadini evidenziano e di cui i professionisti, insieme agli imprenditori e con accanto le amministrazioni, devono farsi interpreti”.
A chiedere Piano Rigeneratore mettendo da parte il vecchio PRG è Scannella. “Sfatiamo il tabù dell’intoccabilità del patrimonio esistente -ha dichiarato. Non esiste trasformazione senza sostituzione con il nuovo e non esiste rigenerazione senza l’ottica dell’alta qualità architettonica. In questa direzione occorre cambiare l’approccio dell’ente pubblico, non più controllore ma promotore e valutatore”.
Per Colombrita riqualificare significa “ripristinare una logica nello sviluppo incrementale delle cubature, senza più consumare suolo. Per l’edilizia residenziale, che rappresenta l’80% del mercato, l’unico vero cantiere del futuro è il rinnovo del patrimonio esistente. Progettare il cambiamento si traduce in strategia e regole chiare, sostenibilità economica, ricadute occupazionali”.

