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Castel di Tusa, Rito della Luce 2020: l’animavirus che rigenera stupore e meraviglia

MESSINA. L’animavirus, antitodo per rigenerare stupore e meraviglia. Questo il messaggio che lancia la Fondazione Fiumara d’Arte di Tusa per il percorso ai piedi della “Piramide-38° parallelo” del Rito della Luce 2020, all’insegna dell’ascolto del silenzio. Il Rito è uno degli eventi più attesi in Sicilia in occasione del solstizio d’estate, coinvolge i Comuni messinesi di Motta d’Affermo, Pettineo, Tusa, Castel di Lucio, Mistretta, Santo Stefano di Camastra e Reitano, ma quest’anno salta a causa dell’emergenza sanitaria. “In questo presente abbiamo bisogno di riprenderci la gioia di vivere, espropriata dalla dittatura della paura e da quell’imperialismo consumistico che concorre a generare depressione spirituale – dichiara il mecenate e presidente della Fondazione Antonio Presti. Il viaggio simbolico all’interno della Piramide, il cammino dall’oscurità alla luce, consegna Bellezza e Conoscenza, restituendo così valore al futuro”. Quest’anno un ruolo fondamentale lo svolge il Silenzio. “L’armonia universale è il soffio che avvolge tutti: il Silenzio non va inteso come assenza di suono, ma come luogo e tempo impercettibile che distanzia parole, note, battiti del cuore, fasi del respiro solo nel dono silenzioso dell’ascolto è possibile nutrirsi della Conoscenza, la vera ricchezza che aumenta nella sua condivisione – continua Presti. È il tempo del ringraziamento. La vita echeggia in questa contemporaneità sospesa, immobilizzata e contagiata dall’emergenza. Ciò che ci viene negato acquista oggi ancora più valore: lo spirito della comunità, i legami sociali e familiari, la libertà dell’individuo, l’educazione delle scuole, la cultura che permea gli spazi sopravvissuti alle tecnologie invadenti, la spiritualità che inonda l’universo e il genius loci di quei luoghi che abbiamo sempre vissuto con la superficialità dei tempi e mai con proiezione interiore. Ecco la nuova equazione etica per fronteggiare uno dei più grandi allarmi della società: quel batterio invisibile che distrugge l’anima in nome dell’asfittica logica che ha prosciugato la modernità”. Il percorso del Rito della Luce, ai piedi della “Piramide – 38° parallelo”, nella contrada Belvedere di Motta d’Affermo, che da 10 anni si nutre di un fuoco primordiale ed eterno, quest’anno non sarà quel momento di condivisione collettiva che puntualmente radunava migliaia di persone, artisti, poeti, musicisti, performer e filosofi, provenienti da ogni parte del mondo. Sarà piuttosto un momento di raccoglimento e di autoriflessione nel rispetto delle regole dettate dal COVID-19. “L’animavirus sarà l’antidoto contro la svuotante cultura dell’attimo fuggente. Contro la radioattività che ha contaminato un presente senza futuro. Al moto centrifugo degli anni passati si sostituisce quello centripeto di quest’anno, volto alla meditazione individuale, alla riflessione profonda di ciascuno su quest’importante momento di passaggio – spiega Presti. Ritrovare relazioni autentiche senza mummificarsi nella superficialità dell’Avere, era ormai urgenza, impellenza, una strada per la sopravvivenza. Profitto contro salute. Il virus forse sta ristabilendo le priorità? E come un mantra sta restituendo sacralità e nuova devozione? Quella Grande Madre che chiedeva carezze all’anima non ha avuto ascolto per troppo tempo, manifestando in tutti modi la sua vulnerabilità. L’uomo dell’egoismo, l’uomo del denaro, l’umanità del consumo, dell’apparire, dell’ignoranza, non ha ascoltato tutto ciò perché era collegato al filo dell’egocentricità e dell’apparire, anestetizzando il valore dell’Essere. L’universo reclama più che mai il rispetto del silenzio. Ognuno potrà usufruire della bellezza, della luce e del suo rito di passaggio, e trarne i propri benefici, ridonando un respiro vitale alla propria anima, oggi più che mai a corto di ossigeno e narcotizzata dal mondo tecnologico. Non ci saranno artisti e performer a nutrire la giornata del solstizio d’estate, ma solo la Piramide, spazio dell’umanità. In questo momento c’è necessità, in nome dell’ascolto, di rigenerare la parola con la voce dell’anima. È tempo di rallentare, è tempo di ascoltare, è tempo di ringraziare. L’animavirus è in mezzo a noi. Quando i nostri occhi si ricollegheranno al cuore, riacquisteremo la visione del mondo universale. Solo allora tutti potremo assistere alla manifestazione della Bellezza. Solo in quell’attimo di stupore e meraviglia la Piramide 38° Parallelo consegnerà la luce e la sua visione: l’apparire dell’invisibile”. La Piramide sarà comunque aperta da domani a domenica prossima per le visite, ma la Fondazione invita tutti a evitare assembramenti e rispettare le distanze di sicurezza. Questo il programma. Per i tre giorni del weekend visita libera alla Piramide e dalle 11 alle 13 visita delle camere d’arte dell’Albergo Museo d’arte contemporanea Atelier sul Mare. Sabato alle 11 è prevista l’inaugurazione de “Il bosco incantato”, installazione di sedie-sculture di Ute Pyka e Umberto Leone, mentre domenica si inaugura “Cavallo eretico”, scultura monumentale in acciaio inox di Antonello Bonanno Conti di fronte al museo-albergo. Per informazioni:  www.ateliersulmare.com  – Museo-albergo Atelier sul Mare 0921.334295 – info@ateliersulmare.it. L’opera “Piramide – 38° Parallelo” di Mauro Staccioli, è alta 30 metri, orientata a nord-ovest e spaccata da una fessura da cui, al tramonto, penetra la luce. Non sono casuali le sue coordinate geografiche, bilancia universalmente due opposti: da una parte la Corea, luogo di sofferenza e divisione, dall’altra la Sicilia che con la sua Piramide diventa un luogo di unità e di pace. La sua corazza in acciaio corten, un materiale che con il tempo si ossida fino ad assumere lo stesso colore ferroso della terra da cui sembra nascere, si raffredda al calar del sole. Ed è in quel momento che l’opera di Mauro Staccioli comincia a parlare ai visitatori. Prodotti dalle giunture che si raffreddano, si odono infatti crepitii ed echi, mentre al centro dello spazio si ritrova un percorso a spirale, simbolo di un viaggio iniziatico. Inaugurata nel 2010, la Piramide è inclusa in un percorso di bellezza naturale e d’arte, quello di Fiumara d’Arte, una delle attrazioni turistiche più importanti della Sicilia. Un museo a cielo aperto d’arte contemporanea che ha dato slancio ad una zona rimasta fuori dalle principali rotte sicule, valorizzando uno splendido paesaggio naturale con i suoi paesi. Siamo infatti tra i panorami del Parco dei Nebrodi e il Parco delle Madonie.  Un progetto che ha avuto la sua genesi nel 1986 con “La materia poteva non esserci” di Pietro Consagra cui hanno fatto seguito “Una curva alle spalle del tempo” di Paolo Schiavocampo, “Monumento per un poeta morto” di Tano Festa, “Energia Mediterranea” di Antonio Di Palma, “Labirinto di Arianna” di Italo Lanfredini, “Arethusa” di Piero Dorazio e Graziano Marini e “La via della bellezza” (AA.VV.).  Opere monumentali inserite nei paesaggi della Sicilia, che li arricchiscono di significato. Punto di partenza per la visita del parco Fiumara d’Arte il museo-albergo Atelier sul Mare. Antonio Presti, già ideatore del museo a cielo aperto più grande d’Europa Fiumara d’Arte è l’artefice di questa realtà unica dove paesaggio, cultura e arte si fondono per mostrare e far vivere ai visitatori di questa terra magnifica un’emozione indimenticabile: l’arte deve essere vissuta come un sogno. Nel Museo Albergo d’arte contemporanea Atelier sul Mare, sulla costa tra Messina e Palermo, affacciato su una delle baie più suggestive della Sicilia alberga l’utopia: quella dell’arte pura e irripetibile, dove cultura, arte e paesaggio si fondono per far vivere all’ospite un’esperienza indimenticabile. La normale camera d’albergo, trasformata da artisti internazionali, diventa opera d’arte, esperienza spirituale che proietta il fruitore in un’altra dimensione. L’ospite non è spettatore ma diviene parte integrante dell’opera, elemento vivo che con la sua presenza dà vita e respiro alla stanza completandola nel suo essere opera.

Castel di Tusa, Rito della Luce 2020: l’animavirus che rigenera stupore e meraviglia
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