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Caso Ruggeri, l’Orsa: le indagini grazie ad un nostro esposto

Mariano Massaro, segretario generale ORSA Sicilia

Se l’accusa di peculato per avere firmato una maxi liquidazione da 136 mila euro è scattata da una denuncia della FP Cgil, quella per l’uso di un mezzo di Messinambiente per trasportare un gommone da Portorosa a Larderia si deve ad un esposto del sindacato Orsa. Che rivendica la parternità di quanto è successo.

Adesso che si è giunti alla conclusione delle indagini preliminari, l’Orsa  si attribuisce la paternità della miccia che ha messo in moto le indagini della Procura: un esposto del sindacato autonomo depositato in Procura il 23 dicembre 2011, che su suggerimento degli stessi inquirenti è rimasto riservato.

Fino ad oggi, quando l’Orsa spiega come è andata. Nella denuncia era messo nero su bianco che in estate l’auto di servizio di Antonio Ruggeri, allora commissario liquidatore dell’ATO ME 3 dopo esserne stato il presidente, faceva avanti e indietro tra Messina e Falcone. Anche se secondo il sindacato sembra che gli inquirenti stiano valutando l’archiviazione alla luce di un nuovo orientamento giurisprudenziale che legittimerebbe l’uso dell’auto di servizio per raggiungere l’abitazione privata anche fuori dal comune di residenza, durante le indagini è emerso (anche grazie alle testimonianze di alcuni dipendenti dell’ATO 3) che un furgone era utilizzato per trasportare il gommone da Larderia a Portorosa e viceversa.

“Rivendichiamo la paternità della nostra denuncia -spiega il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro- non certo per infierire contro una persona che in questi anni ha ricoperto in maniera che riteniamo discutibile incarichi di primo piano in città, ma per sottolineare alcuni aspetti utili a promuovere

l’incalzante azione del sindacato di base, che da sempre pone la lotta diretta e la denuncia come  alternativa vincente alle dinamiche ingessate del sindacalismo tradizionale.

A indagini concluse -afferma Massaro- è giusto rendere noto che l’intervento della magistratura è stato possibile grazie anche alla coraggiosa azione dei lavoratori e dei militanti del sindacato che non si sono piegati a ricatti o vessazioni.

Antonio Ruggeri

Ciò costituisce un esempio per i tanti lavoratori che nei vari settori sono costretti a difendere i propri diritti sanciti dalla legge e che troppo spesso sono messi in discussione dall’azione di datori di lavoro e di amministratori disposti a passare su tutto pur di ottenere il massimo profitto o esercitare un potere che non sempre deriva da meriti e capacità dimostrate sul campo, ma da accordi da bottega politica”.

Massaro sottolinea come accampando la mancanza di fondi Ruggeri mandasse a casa i lavoratori delle cooperative sociali addetti alla cura del verde cittadino, tutti soggetti svantaggiati che tentavano di inserirsi nella società con un lavoro pagato 400 euro al mese, mentre trovava le somme necessarie per autoliquidarsi una buonuscita di 136 mila euro.

Ma le denunce dell’Orsa alla Procura non si sono limitate ai viaggi con i mezzi di Messinambiente. A palazzo di Giustizia è stato presentato un altro esposto inerente gli innalzamenti di livello di alcuni dipendenti dell’ATO ME 3 disposti da Antonio Ruggeri.

“Il tutto -puntualizza Massaro- in assoluto spregio delle regole contrattuali e con l’obiettivo di favorire posizioni specifiche. Clamoroso il caso di una dipendente che dal quarto livello fu passata all’ottavo con un colpo di penna. Attendiamo ancora gli sviluppi legati a quella vicenda, dalla quale ritieniamo sia derivato un ingiustificato aggravio della spesa pubblica”.