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Casa Serena, un lavoratore colto da malore durante lo sciopero

Giuseppe Gugliandolo, stremato da 5 giorni di digiuno

Al quinto giorno di sciopero della fame Giuseppe Gugliandolo è finito in ospedale. Pressione altissima e battito cardiaco accelerato, poco dopo le 3 di oggi pomeriggio il lavoratore è stato portato di corsa al Pimeonte.

“Il malore che ha colto il lavoratore di Casa Serena Giuseppe Gugliandolo, impegnato nello sciopero della fame per rivendicare gli stipendi arretrati e la tutela del posto di lavoro -dichiarano Mariano Massaro, segretario generale Orsa Sicilia, e Francesca Fusco, segretario regionale di categoria- si pone a triste esempio dell’altissimo livello di tensione che vige fra i lavoratori messinesi continuamente sottoposti a sacrifici inenarrabili per l’assenza di reddito e costantemente minacciati dall’ombra della disoccupazione.

Il malaugurato evento che ha colpito Giuseppe -continuano Massaro e Fusco- è solo la punta dell’iceberg di quanto potrebbe verificarsi se le istituzioni competenti non interverranno immediatamente, anche a livello territoriale, con soluzioni credibili per sgravare i lavoratori dal peso della fantomatica crisi che alla luce dei fatti si sta tentando di superare solo ed esclusivamente con i loro sacrifici, mentre i ricchi sono sempre più ricchi e le caste sempre più tutelate.

L’assenza di stipendi e l’incertezza del futuro che procura legittima ansia ai lavoratori di Casa Serena è una sorta di “pandemia” che

ormai ha contagiato tutto il tessuto sociale cittadino, al grido di allarme dei lavoratori la classe politica risponde con proposte e slogan da campagna elettorale, ma nei fatti continuiamo a registrare il classico pannicello caldo sul malato terminale.

Nel partecipare solidarietà e sostegno a Giuseppe Gugliandolo, alla sua famiglia e a tutti i lavoratori di Casa Serena -aggiungono i dirigenti sindacali dell’Orsa- ci rivolgiamo per l’ennesima volta al commissario straordinario del Comune Lugi Croce, al direttore del Dipartimento dei Servizi Sociali di Messina Salvatore De Francesco ed al presidente della Regione Rosario Crocetta per chiedere definitiva chiarezza sul futuro dei lavoratori e degli ospiti di Casa Serena e per rivendicare un’inversione di rotta sulla gestione dei servizi sociali che non possono più essere affidati alle cooperative visti i deprecabili risultati fin qui ottenuti”.

A Casa Serena, dove i lavoratori sono fermi allo stipendio di ottobre e senza alcuna certezza quando il 28 febbraio scadrà la seconda proroga del servizio, la tensione ha raggiunto ormai livelli di guardia e l’Orsa preannuncia una nuova stagione di lotta.

“Sarebbe anche opportuno -concludono Massaro e Fusco- che autorevoli rappresentanti del  Comune si recassero a Casa Serena per monitorare la condizione dei lavoratori in sciopero della fame ed informali direttamente circa i tempi necessari per il pagamento degli stipendi evitando, per una volta, l’indifferenza istituzionale nei confronti di chi vive questo dramma”.