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Casa Serena, gli anziani dirottati in altre strutture

L'ingresso di Casa Serena

La notizia è inserita tra le righe di un comunicato dell’ufficio stampa del Comune e conferma la volontà di chiudere Casa Serena e di mandare altrove gli anziani ricoverati. Non una parola ovviamente, sui 1oo lavoratori che perderanno il posto.

“In ogni caso, sarà sempre garantita l’assistenza socio-sanitaria in strutture inscritte all’Albo regionale” si legge nel comunicato. Certo, rispetto ai lavori di adeguamento c’è anche scritto che “si valuterà successivamente la possibilità di esecuzione a singoli step, in modo da evitare chiusure della struttura”, ma questa è un’ipotesi. La certezza è che gli anziani dovranno andare via e che i lavoratori saranno licenziati.

“Messina non ha bisogno di ragionieri -tuona Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil. Se il commissario straordinario Croce non è in grado di risanare i conti di Palazzo Zanca senza massacrare i servizi sociali, allora sarebbe meglio che andasse a godersi la sua pensione. I primi a dire, e lo facciamo da anni e non da un paio di mesi, che bisogna mettere in ordine i conti del Comune, ridurre le spese e razionalizzare i costi siamo noi dei sindacato. Ma da qui al taglio di posti di lavoro e dell’assistenza dei servizi sociali (guarda caso si va sempre a colpire i più deboli) ce ne vuole”.

Durante il vertice a cinque a Palazzo Zanca su Casa Serena (Croce, Coglitore, Di Leo, De Francesco e Canale) si è deciso di estrapolare dal progetto complessivo la parte relativa alla messa a norma. L’idea è quella di impegnare una somma di 700 mila euro sui 5 milioni e mezzo necessari per tutti i lavori. La Ragioneria Generale sta lavorando sul reperimento delle risorse necessarie per avviare i lavori per la messa a norma.

Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil

Ed è qui che ci sono le due frasi che danno la misura di quello che sarà il futuro, almeno immediato, di Casa serena. Per i lavori di Messa a norma “si valuterà successivamente la possibilità di esecuzione a singoli step, in modo da evitare chiusure della struttura. Nel corso della riunione si è comunque confermato che, in ogni caso, sarà sempre garantita l’assistenza socio-sanitaria, in strutture inscritte all’Albo regionale”.

Che il pensionato di proprietà del Comune avesse bisogno di interventi di ristrutturazione ed adeguamento milionari non è comunque una novità. A novembre 2011 è stata completata la relazione tecnico-illustrativa del progetto definitivo, che a luglio 2010 era stato giudicato ammissibile al finanziamento regionale. A febbraio scorso, fu comunicato il mancato finanziamento per “carenza di fondi”. In pratica, il progetto presentato dal Comune è stato giudicato troppo costoso e invece di finanziarne solo una parte è stato cassato del tutto.

Però alla Regione Sicilia quando si impegnano sono bravi e dopo avere bocciato del tutto la ristrutturazione di Casa Serena, dove vivono e lavorano 200 persone, hanno destinato due milioni di euro alla struttura di Campo Italia, che non è esattamente in cima alle priorità della città.