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Casa Serena, Croce non riceve lavoratori e sindacati

Hanno aspettato per ore ma non li ha ricevuti. Senza dare alcuna spiegazione, il commissario straordinario del Comune Luigi Croce ha lasciato fuori dalla porta i rappresentanti sindacali ed una delegazione di lavoratori di Casa Serena.

Il presidio si è appena concluso ed i lavoratori sono rientrati al pensionato per non interrompere il servizio, ma sono furibondi ed è evidente che il gesto di Croce non resterà senza conseguenze.

“Questo comportamento è inaccettabile -commenta Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil. Domani mattina si terrà l’assemblea dei lavoratori a Casa Serena e stiamo già pensando di andare verso lo sciopero generale di tutte le cooperative”.

La decisione di Croce di chiudere Casa Serena dopo un’ispezione dei Nas del 25 ottobre scorso ha provocato, com’era ovvio, l’immediata reazione di sindacati e lavoratori. Questi ultimi resteranno senza lavoro, mentre gli anziani saranno trasferiti in strutture private, con un’ulteriore aggravio dei costi sulle già esauste casse di Palazzo Zanca.

“Sono inaccettabili ed insopportabili le decisioni assunte dal commissario Croce in tema di servizi sociali -hanno dichiarato nei giorni scorsi i segretari generali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil Clara Crocè, Calogero Emanuele e Pippo Calapai e dei segretari generali dei Pensionati Pippo Locorotondo, Bruno Zecchetto e Carmelo Catania. Con un colpo di penna il commissario chiude Casa Serena scaricando così la crisi del Comune di Messina sui ceti deboli: gli anziani e i lavoratori che da anni operano nella struttura. Un modo sbagliato di affrontare i problemi della città. Mentre al sindacato si chiede collaborazione e dialogo sui problemi che attengono alla mancanza di risorse e sui tagli da effettuare, senza proferir parola e con un altro spot giornalistico, il commissario annuncia la chiusura di Casa Serena e il trasferimento degli anziani in altre case di riposo”.

A marzo l’amministrazione aveva recuperato tra le pieghe del bilancio 3-400 mila euro da destinare agli interventi immediati richiesti dall’ASP 5 e che avrebbero consentito di impedire la chiusura della struttura. Che fine abbiano fatto questi soldi ed il progetto è ancora tutto da vedere.