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Caroniti: la riduzione della spesa sociale è davvero un risparmio?

Dario Caroniti

Nell’ultima parte del mandato come membro della Giunta Buzzanca ha seguito anche i servizi sociali. La crisi profonda in cui questo settore è precipitato non lo lascia indifferente. E così, in una lunga lettera inviata alla stampa, dario caroniti fa un po’ il punto della situazione e pone alcuni interrogativi. A partire da una domanda che è più che lecita: ma tagliare i servizi sociali è davvero un risparmio per la collettività?

Oppure, aggiungiamo noi, è solo il modo più facile di ridurre le spese senza andare al cuore degli sprechi, perché è più facile colpire lavoratori con contratti di lavoro deboli e la parte più indifesa della città, costituita da anziani, disabili, giovani che vivono in quartieri a rischio e famiglie con redditi talmente bassi da non avere la forza di reagire all’ennesimo sopruso da parte del potere.

“I servizi sociali erogati dall’amministrazione comunale di Messina -scrive Caroniti- rappresentano una parte molto ingente delle attività finanziate dal bilancio comunale. Se ricordo bene sono circa il 40 per cento delle partite correnti. È chiaro che, in momenti in cui si punta a tagliare le spese, essi facciano gola a quanti vogliano ridurre il debito e attuare delle economie. La prima domanda che ci si deve porre è quindi se la riduzione della spesa sociale sia in effetti un risparmio per la comunità.

Facciamo subito l’ipotesi dei centri di aggregazione giovanile (i CAG). Nati nella metà degli anni ’90 da un’idea dell’allora assessore Gaetano Giunta, sono dei centri sociali nei quali i giovani svolgono attività culturali e ricreative. Collocati nelle periferie a rischio criminalità (Giostra, Santa Lucia sopra Contesse, Bordonaro, Villaggio Aldisio, Gravitelli, CEP), essi hanno avuto una partenza stentata e difficoltosa, salvo poi rappresentare dei presidi di legalità fondamentali per i quartieri nei quali sono collocati.

Troppo spesso si guarda ai dati delle classifiche di vivibilità degli organi di stampa nazionali evidenziando i nostri difetti, senza tenere in nessun conto i pregi, togliendo valore alle buone prassi. Se la provincia di Messina risulta essere tra le prime 25 che presentano un minor numero di crimini ed è in questo la prima in assoluto tra le città metropolitane, ciò non si deve solo alla sua collocazione, confinando con tre (Catania, Reggio e Palermo) tra le peggiori. Certo, influisce in qualche modo la sua storia, ma molto è avvenuto anche grazie alle politiche sociali, che hanno realizzato negli anni degli interventi mirati al recupero scolastico, al reinserimento sociale e all’assistenza anche economica e al supporto psico-riabilitativo.

Del resto, il riconoscimento dei CAG di Messina come buone prassi è un risultato più volte sottolineato dagli assessorati regionali e dai ministeri nazionali, che li hanno premiati, riconoscendone la validità della programmazione, tramite la compartecipazione a progetti che hanno portato nella nostra città oltre 5 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo negli ultimi due anni. La loro scomparsa, il taglio verticale a loro danno, non solo lascerebbe sgomente le famiglie che hanno goduto dei loro interventi, ma ridurrebbe drasticamente le possibilità di attingere a risorse in questo periodo di crisi assolutamente urgenti e necessarie.

Un problema che sembra oggi insormontabile è però la mancata approvazione del Bilancio Previsionale 2012, che impedisce agli uffici di indire le gare per i servizi, i cui appalti scadranno tra il 31 dicembre 2012 e il 31 gennaio 2013. Per potere dare continuità ad essi non è quindi più possibile aspettare i tempi di una gara che per legge deve rispettare una tempistica stabilita dalla legislazione europea, che prevede bandi pubblicati con almeno due mesi di anticipo, ai quali vanno aggiunti i tempi delle procedure burocratiche e di selezione delle cooperative vincitrici. Le alternative che si prospettano sono quindi due.

Quella al momento ventilata, che prevede la cessazione di tutti i servizi alla naturale scadenza degli appalti, per poi eventualmente riprenderli tra sei o otto mesi, gettando la città nel caos e facendole fare un vero e proprio capitombolo, dal quale difficilmente potrà riprendersi, oppure, studiare dei sistemi di assegnazione diretta dell’appalto per tempi così brevi da rientrare nei tetti economici previsti dalla normativa. Ciò garantirebbe la possibilità di dare continuità a tutti quei servizi come i CAG, che si svolgono in una sede comunale, tranquillizzare gli anziani e i portatori di handicap che così sapranno di non perdere quelle forme di assistenza domiciliare che hanno alleviato fino ad oggi le loro sofferenze, magari inserendo criteri di accreditamento e di voucher che realizzino risparmi considerevoli e miglioramenti dei servizi, specialmente nel settore dei trasporto disabili nelle scuole e nei centri di riabilitazione.

Per farlo è preliminarmente necessario nominare finalmente un dirigente ai Servizi sociali che svolga questa mansione a tempo pieno. L’attuale dirigente De Francesco, al quale va incondizionatamente la mia fiducia, è al tempo stesso dirigente alla Cultura, allo Sport e Spettacolo e alle Politiche scolastiche e ricopre l’incarico dei Servizi sociali ad interim. E’ impensabile che con questo carico di lavoro si possa attribuire a lui l’intero onere di gestire questa difficilissima situazione specie a fronte del carico quasi nullo che grava su parte degli altri dirigenti comunali che godono del medesimo stipendio.

Inoltre, è assolutamente necessario che il commissario Croce chiarisca fin da adesso quali siano in questo senso i suoi programmi. Se lui dovesse riscontrare eccessive problematicità e dovesse manifestare un netto rifiuto per soluzioni che impediscano la chiusura delle strutture e la cessazione dei servizi, non aspetti la fine di gennaio, lo dica adesso e lo comunichi a quel presidente della Regione che si presentò a Messina con un programma di aiuti alla città e che fu per questo premiato dall’elettorato e che dovrà conseguentemente prendere delle decisioni che si prospettano davvero urgenti e indifferibili.

Il riconoscimento delle responsabilità di chi ha avuto parte in questa vicenda  non credo possa  impedire nessuno a dare risposte a quei genitori che in questi giorni mi fermano per strada implorando di fare qualcosa, di non lasciarli soli, di mettere insieme tutte le forze che non vogliano che  a Messina muoia la speranza”.