Caro Matteo Salvini, non è che porteresti l’albero di Natale a Messina?

L'albero di Natale a piazza Cairoli
L’albero di Natale a piazza Cairoli

Oggi è il giorno dell’Immacolata, quello che più comunemente è ricordato come il giorno in cui iniziano i festeggiamenti per un periodo dell’anno meraviglioso: il Natale.

Sfruttando il weekend lungo, in tanti avrete approfittato della domenica in famiglia per tirar su l’albero con un giorno d’anticipo. O, almeno, io così ho fatto.

Lo stare insieme che ti solleva il morale anche nei momenti storici in cui tutto sembra più duro. La collaborazione operaia nell’addobbare l’albero con le palline giuste, i fiocchetti di neve in polistirolo, i led colorati che risplendono negli occhi dei piccoli. È il Natale, bellezza.

Avevo voglia di condividere questo sentimento di pace interiore anche con i miei concittadini. Ed è per questo che ho preso la moto per andare a dare un’occhiata nelle vie del centro di Messina.

Via Garibaldi: nada. Via Primo settembre: nada. Cortina del porto: nada. Piazza Cairoli: nada. Viale San Martino: nada. Via dei Mille e Giordano Bruno: nada. No ragazzi, non mi sono incantato: è che in giro, se non per merito di privati, non c’è proprio nulla.

Nessuna luminaria, nessun tappeto rosso per le vie del centro, nessuna area in cui far giocare liberi i bambini. Nessuna aria di festa, nemmeno apparente, considerando quanto noi messinesi, nell’apparenza, ci si sguazzi dall’1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

In compenso, però, uno spaventapasseri/ombrellobucato/porcheria/UFO in “plasticazza” fa capolino da piazza Cairoli, punto storico di ritrovo per gli abitanti di questa città.

Sarà che lo vedo ovunque in Tv, che la sua cravatta verde su letto villoso (alias virile) mi fa visita anche negli incubi, ma il mio primo pensiero è andato proprio a lui: Matteo Salvini.

Il nuovo messia italiano. L’uomo venuto a salvarci, come dice lui, dall’invasione afro-asiatica. il leghista che prende voti anche al sud, il politico che gridava “Roma Ladrona” e oggi indossa felpe giallorosse con sopra il nome della capitale. Quello che avrà avuto un orgasmo di due ore nel leggere che il preside dell’istituto De Amicis di Bergamo ha preferito non fare alcun presepe

perché sarebbe stato discriminatorio per la minoranza di studenti non cattolici, salvo consentire al leghista una passerella elettorale con presepe in mano.

Da magnanimo quale sono, vorrei concedere al secondo Matteo nazionale – quello dopo Renzi, anche in termini di consensi elettorali – un’altra occasione per raggiungere vette mai toccate prima. Matteo, il nostro sindaco, una persona perbene, ex insegnante, buddista, di sinistra (ma quella vera!), che va in giro scalzo per tutta Italia lanciando messaggi di pace e bene che tra un po’ manco Gesù Cristo, si è dimenticato del Natale nella nostra città.

Più che si è dimenticato, dovremmo fare due precisazioni. La prima è che, essendo una festa consumistica, non gli piace: quindi pensa di poter costringere oltre 240.000 persone a festeggiarlo soltanto nel chiuso delle proprie case (o baracche). La seconda è che il Comune non ha soldi per addobbare a festa le strade come facevano quelli-che-c’erano-prima, che proprio in questo periodo dell’anno acquisivano/acquistavano consensi da lasciare increduli un po’ tutti.

Il nostro sindaco è così preso dal Tibet che s’è dimenticato di Messina. Ed è così ingenuo (o politicamente incapace, leggila come ti pare) da aver fatto guadagnare consensi negli ultimi mesi a gente che non vorrebbero neppure in galera, tanto è sporca fuori e dentro.

E così, con un Natale ormai alle porte e un sindaco attento solo ai bisogni di immigrati e Dalai Lama – per carità, tutto giusto se non fosse per quel “solo” di troppo – e non a quelli di commercianti in crisi nera, dei turisti che sbarcano ogni giorno a migliaia dalle navi da crociera ma che sperano di non rimettere più piede nella nostra città, di giovani che tentano di lottare per una città senza speranza, vorrei farti una richiesta, caro Matteo.

Non è che porteresti l’albero di Natale a Messina? La Madonnina, quella a cui mancano un paio di lettere, ti benedirà quando entrerai in porto, il messinese ti acclamerà come nuovo messia, Ardizzone si ricorderà di essere nato qui e verrà a stringerti la mano, Cucinotta e Trischitta ti porteranno in trionfo impennando su un quod per le vie del centro dove fino a qualche settimana fa c’era l’isola pedonale. Uno dei pochi esempi di civiltà rimasti in questa città. Ma se la sono portata via, insieme al Natale. (Foto Saro Visicaro)


Hermes Carbone

Social Media Strategist, Blogger, Freelance e Speaker. Laurea in Giornalismo a Messina, master in Communication & Media Studies presso la London School of Journalism. Fondatore de 'Il Nuovo.me' e Cosmopolitalians.

3 pensieri riguardo “Caro Matteo Salvini, non è che porteresti l’albero di Natale a Messina?

  • 8 Dicembre 2014 in 11:17
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    Complimenti per l’articolo in pieno stile “buddaciazzo”! Sei riuscito a mettere in campo le migliori argomentazioni degne delle personalità di maggiore spicco all’interno dei villaggi più degratati di Messina!
    Per cominciare:
    – “nessuna area in cui far giocare liberi i bambini”: ma questa ce l’abbiamo! OPS.. ce l’avevamo..!
    – “Il nostro sindaco è così preso dal Tibet”: è proprio vero, da quando Accorinti è sindaco, il Tibet sta subendo la svolta! Speriamo che un giorno riesca a realizzare anche qui tutto quello che in Tibet è riuscito a concretizzare!
    – “pensa di poter costringere oltre 240.000 persone a festeggiarlo soltanto nel chiuso delle proprie case”: Accorinti ha i super poteri degli arresti domiciliari massivi.. Figo!!
    – “attento solo ai bisogni di immigrati e Dalai Lama”: nel primo caso si tratta di diritti umani, per il secodo.. beh, lasciamo perdere, inutile discutere..

    Ti supplico, al prossimo articolo, di evitare toni esasperatamente melodrammatici solo perchè “fanno figo” altrimenti poi si sfocia nelle solite banalità che il messinese basso (non voglio neppure illudermi sia medio) sfoggia nelle occasioni del caffè al bar con gli amici, peddìre.

  • 8 Dicembre 2014 in 17:14
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    Certo mancano le luci però ricordo all’autore che i vecchi amministratori che non rimpiango hanno lasciato debiti colossali ma erano solerti a Natale ad allietare il popolo con luci e tanti addobbi….

  • 20 Dicembre 2014 in 10:42
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    Salvini il salvatore???? Ma sei serio? Uno che definiva i meridionali “terroni di merda” e che ora vuole venire a cercare consensi al sud per te merita rispetto e approvazione?? La madonnina più che la benedizione dovrebbe farlo annegare sullo stretto!
    Giusto per dargli il benvenuto!

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