Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Carcere di Messina sotto organico, Siracusano interroga il ministro Bonafede

ROMA. Cinquanta poliziotti in più e il reparto di chirurgia funzionante. Queste le iniziative urgenti che il deputato nazionale di Forza Italia Matilde Siracusano chiede per il Carcere di Gazzi nella sua interrogazione inoltrata alla Camera dei deputati al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il personale di Polizia penitenziaria è infatti carente di 50 unità, mentre il reparto di chirurgia già funzionante è stato dismesso quattro anni or sono. “Messina Gazzi è un carcere di primaria importanza per la Sicilia e per l’intero Mezzogiorno – dichiara Siracusano, la quale circa un mese fa si era recata in visita nell’Istituto penitenziario messinese. Il personale del carcere, seppur con grandi difficoltà e con un sottodimensionato di circa 50 unità, sta svolgendo il proprio lavoro in modo eccellente per garantire ai detenuti la possibilità di scontare la pena senza incorrere nel sovraffollamento che purtroppo contraddistingue molte realtà italiane. La direzione del carcere si è attrezzata per fronteggiare l’emergenza coronavirus, tanto che è stato allestito un reparto dedicato da utilizzare per l’isolamento in caso di contagi ed esternamente è stata collocata una tenda pre-triage dedicata ai nuovi ingressi dei detenuti, per accertarne accuratamente le condizioni cliniche. Nell’istituto penitenziario vi è poi un reparto di chirurgia che dal 2016 è stato dismesso. L’area, al momento inutilizzata, possiede ancora i requisiti strutturali e tecnici per poter svolgere la sua funzione originaria. Attualmente per sottoporre i detenuti a interventi di chirurgia, il carcere di Gazzi si avvale dei presidi dell’Azienda ospedaliera Papardo che dista circa 20 km dal carcere con un conseguente aggravio di risorse economiche e di personale”. Siracusano interviene poi anche riguardo alle recenti scarcerazioni. “Le recenti vicende relative alla scarcerazione di detenuti, alcuni dei quali reclusi in regime di 41-bis – continua il deputato – dovrebbero suggerire al Guardasigilli di provvedere tempestivamente alla realizzazione di reparti clinici e di cura all’interno degli istituti penitenziari per poter bilanciare adeguatamente il principio del diritto alla salute con quello della sicurezza pubblica garantendo l’assistenza all’interno delle carceri”.