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Cantieri lavoro, sbloccati i pagamenti

Il presidio a piazza Cairoli

Alla fine saranno pagati. Ma per ottenere il rispetto dei propri diritti, gli 81 operai impegnati nei 12 cantieri lavoro aperti a Messina il 23 maggio scorso, hanno dovuto bloccare il tram, attraversare la città in corteo, assediare Palazzo Zanca e presidiare piazza Cairoli per ore. Alla fine, poco dopo le 3 di ieri pomeriggio, è arrivata la notizia: lunedì prossimo gli stipendi di due mesi saranno disponibili in banca. Questo, grazie anche ad un funzionario dell’istituto di credito convenzionato per i pagamenti, che è stato richiamato dalle ferie per sbloccare la situazione. 

“Siamo ai limiti dell’assurdo -spiega Daniele David, segretario provinciale della Fillea Cgil. Solo dopo ore di discussioni in Comune siamo riusciti a capire che la responsabilità dei ritardi è dipesa da qualche funzionario comunale che ha commesso degli errori nel predisporre i pagamenti. Non sapremo mai chi è perché questi cantieri dipendono da

quattro dipartimenti diversi, ma è assurdo che per lo sbaglio di una persona a pagare siano stati 81 lavoratori che da oltre due mesi operano in condizioni davvero difficili, pagati meno di 5 euro l’ora, abbandonati a se stessi e senza personale competente che li guidi”. 

Il sindacalista David mentre parla con due operaie

“Abbiamo tutti famiglie che dipendono dai pochi soldi che dovremmo prendere lavorando in questi cantieri -raccontano alcuni operai. Non possiamo permetterci neanche un giorno di ritardo perché viviamo tutti situazioni economiche davvero difficili. Alcuni giorni fa hanno aperto un altro cantiere nel quale saranno impegnati altri 12 operai. Ma che senso ha visto che non riescono a pagare neanche noi?”.   

Una situazione, quella di Messina, unica in Sicilia. In tutta l’Isola infatti, sono impegnati oltre 30 mila operai e per i 1.750 cantieri lavoro, che sono stati aperti il 23 maggio scorso e si concluderanno il 31 dicembre prossimo, sono disponibili 250 milioni di Fondi FAS.